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February 25th, 2024
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Silvestri Tullio Esodo Irci

Tullio Silvestri in mostra all’IRCI con opere dedicate anche all’Esodo

“Tullio Silvestri: artista d’Europa fra Trieste e il Friuli”: e al di là di Trieste e del Friuli, al di là del suo sodalizio con Svevo e Joyce, cosa c’è di eccezionale rilievo per noi, che veniamo da sangue istriano, fiumano o dalmata?
Due sono le tele emblematiche – anzi, paradigmatiche – dedicate dall’artista Silvestri, veneziano (veneziano: poi, nel tempo, triestino e infine friulano d’adozione, come ormai saprete)… dicevamo: due sono le tele paradigmatiche dedicate da Silvestri all’esodo degli oltre trecentomila istriani, fiumani e dalmati, autoctoni, dalle terre avite.
Oggi ci dedichiamo alla prima tela. Si chiama semplicemente “Esodo“: è una tempera. Cosa notate? Io direi, per cominciare, che questo qui raffigurato è l’esodo di tanta povera gente: non sono borghesoni a fuggire dal comunismo degli jugoslavi di Tito, sono figli del popolo. Fuggono magari a mani giunte, tenendo in braccio i lattanti; arrancano portandosi sacchi sulle spalle, e magari borsoni. Non sembrano ricchi possidenti.
Poi, cosa altro vi viene in mente? Per esempio, che il buon Silvestri, uomo libero e artista sensibile e intelligente, non aveva avuto bisogno di avere antenati istriani o dalmati per eternare l’esodo “nel momento”: non aveva avuto bisogno di condizionamenti ideologici di nessun genere, rossi, neri, bordeaux, scudocrociati o “blu bianco rosso”, niente: era là in Friuli quando aveva visto arrivare tutta quella buona e onesta gente istriana, bravi artigiani, duri contadini, onesti mestieranti, occhi chiari occhi scuri poco cambia: gente nostra. E cosa aveva fatto, Tullio Silvestri, invece di voltare la testa indietro, di rifiutarli o di schernirli, stile certi famigerati bolognesi con l’indimenticato “Treno della vergogna”?
Aveva guardato negli occhi quella gente, la nostra gente, aveva interiorizzato la loro disumana disgrazia, aveva osservato la loro disperazione e la loro incandescente vitalità, si era nutrito della loro fame di giustizia, e…
…ed ecco cosa può fare un artista sensibile e un uomo libero quando osserva un fenomeno epocale che… che per ragioni di opportunismo, di oscure connivenze ideologiche e di inspiegabili funambolismi partitici, tanti altri artisti non hanno voluto raccontare ed eternare, “nel momento”. Un artista libero e sensibile può fare quello che qui ci mostra Tullio Silvestri. Cosa ci mostra? Gente che cammina: un popolo in cammino.
Qualcuno, distrutto dalla stanchezza, sviene; altri vengono in soccorso. Qualcuno piange, qualcuno prega, qualcuno maledice l’impero jugoslavo e la sua prepotenza. Qualcuno cammina, testa bassa, sacchi sulle spalle. I carri avanzano e potete solo immaginare gli odori, i rumori, il vociare: la scena di un esodo che irrompe nella placida campagna friulana.
E magari a esodare è gente che discende da qualche friulano che era andato a cercare fortuna in Istria, là nelle campagne, cento o duecento anni prima: perché tanto si parlava la stessa lingua, non solo quella del duro lavoro e della solidarietà, perché tanto ci si capiva al volo con facilità, tra brava gente. E che malinconia, adesso, vedere questa processione (e viene la tentazione di compararla a quella di Gigi Vidris, da Pola; e viene voglia di osservare che qui manca il Cristo che guida il popolo; e… sì, Vidris era istriano. Era coinvolto. Tullio Silvestri, “artista europeo”, no, nulla a che fare con noi. Tullio Silvestri, invece: era un uomo libero. Libero)
Fermiamoci qui. Venite a vedere l’Esodo di Silvestri, a Trieste, all’IRCI: dal 7 ottobre 2023 al 3 dicembre 2023, qui in via Torino, 8: tutti i giorni ore 10.30-12.30 e 16.30-18.30. Venite a vedere e pensate a ciò che vi ho appena scritto.
Franchi