Tutti i riconoscimenti del XX Premio “Tanzella”
La prestigiosa cornice del Circolo Unificato dell’Esercito di Castelvecchio a Verona ha visto svolgersi le premiazioni della XX edizione del Premo Letterario “Gen. Loris Tanzella” organizzato dal Comitato provinciale di Verona dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia con il patrocinio del Comune di Verona.
Anche quest’anno le opere premiate dalla giura presieduta dalla professoressa Loredana Gioseffi (Presidente dell’ANVGD Verona) hanno fornito un’ampia panoramica di storia, narrativa e poesia inerenti l’italianità dell’Adriatico orientale. Storie individuali di persecuzioni, abbandono, resilienza e rinascita che si riuniscono come tessere di un più ampio mosaico chiamato esodo, ricerche archivistiche capaci di fornire materiale su cui sviluppare nuove ricerche e più adeguate contestualizzazioni, progetti di ampio respiro e prolungati nel tempo grazie all’impegno delle nuove generazioni degli esuli e degli italiani autoctoni: sono emersi tanti di quegli aspetti di quella storia che il generale Loris Tanzella aveva conosciuto grazie alla moglie Maria Silvi esule istriana, la quale aveva voluto onorarne la memoria promuovendo un concorso letterario che è ormai giunto alla sua XX edizione.
Presenti nel pubblico non solo i vincitori della rassegna, che hanno ricevuto i premi dai componenti della giuria (Prof.ssa Lodredana Gioseffi, Prof.ssa Donatella Stefani Veronesi, Dott. Andrea Tenci e Prof. Lamberto Amadei), ma anche tanti rappresentanti istituzionali e dirigenti dell’associazionismo giuliano-dalmata. [LS]
PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA
DANTE ADRIATICUS ATTI DEI CONVEGNI INTERNAZIONALI DI STUDI Roma, 1 luglio 2021 – Verona, 9 ottobre 2021 – Pola, 13 novembre 2021
a cura di Donatella Schurzel, Giuliana Eufemia Budicin, Maria Grazia Chiappori, Lorenzo Salimbeni, Barbara Vinciguerra
Il volume “Dante Adriaticus” restituisce meritoriamente all’area adriatica l’integrazione piena nei movimenti culturali europei che, da un secolo all’altro, hanno avuto un ruolo di rilievo nell’esperienza della lettura della Commedia, della diffusione e della conoscenza della figura di Dante. Riunendo gli atti di tre distinti convegni che si sono svolti a Roma, a Verona e a Pola, fra il luglio e il novembre del 2021, il volume ospita numerosi saggi firmati da studiose e studiosi esperti dell’opera dantesca, della tradizione e della memoria della Commedia in Italia, ed una conclusiva lectio magistralis di Giulio Ferroni, autore, fra l’altro, di un notissimo viaggio attraverso i luoghi d’Italia menzionati nel poema. I diversi interventi esplorano da molteplici punti di vista il legame tra l’Alighieri e l’area dell’Adriatico nordorientale (Istria, Fiume e Dalmazia), analizzando sia specifici riferimenti testuali ai confini della penisola, come il famoso passo del Canto IX dell’Inferno “com’a Pola, presso del Carnaro, ch’Italia chiude e i suoi termini bagna”, sia il contributo che da quella stessa area, nel tempo, è venuto agli studi e al culto dantesco in Italia. Ai saggi dedicati ai luoghi e alla storia medievale dell’Istria si aggiungono quelli che mettono in luce l’apporto che l’alto Adriatico ha dato, fin dai primi secoli, alla diffusione della Commedia (manoscritti antichi e stampe), al rinnovarsi dell’immaginario dantesco, dall’epoca risorgimentale in avanti e alla presenza di ispirazione dantesca nelle arti. Il volume si configura pertanto come un contributo particolarmente ricco e prestigioso al contemporaneo processo di valorizzazione della lingua e della cultura italiana nelle terre dell’Adriatico orientale.
SEZIONE TESTIMONIANZE
PRIMO PREMIO
GEPPINO MICHELETTI (1905-1961) Vita, opere e riconoscimenti del medico eroe della strage di Vergarolla
di Duccio Vanni
Il libro si configura come un saggio storico, dall’importanza straordinaria, che si avvale di fonti archivistiche e testimonianze dirette dei familiari del Dottor Geppino Micheletti, chirurgo, la cui eccellenza professionale si è intrecciata indissolubilmente con i tragici eventi del confine orientale italiano. Il nome del chirurgo-eroe è uno dei più conosciuti all’interno del vasto mondo degli esuli giuliano-dalmati, eppure, anche chi si avvicina per la prima volta a queste vicende storiche non può non lasciarsi travolgere dall’intensità di questa storia di vita votata agli altri e alla sua professione.
Un libro dunque fondamentale per rilanciare la figura di Geppino Micheletti. Nel racconto emerge la storia del chirurgo che, dopo la strage di Vergarolla che provocò oltre cento morti tra gli abitanti di Pola (quest’anno ricorre l’ottantesimo anniversario della tragedia), operò ininterrottamente per oltre 24 ore per salvare i sopravvissuti, nonostante fosse stato informato che tra le vittime accertate vi fossero i suoi due figli piccoli.
Questo atto di estrema abnegazione gli valse la Medaglia d’argento al valor civile.
Il volume restituisce un ritratto fedele della figura professionale e umana del Micheletti che, anche dopo gli eventi di Vergarolla, continuò a distinguersi per un’esemplare dedizione al lavoro nell’intero arco della sua esistenza.
L’autore, docente universitario di Storia della Medicina, propone che l’operato del Dottor Micheletti entri a pieno titolo nel programma del corso di studi universitari in ambito sanitario e venga conosciuto da coloro che un domani saranno professionisti nel campo della medicina e chirurgia, in considerazione delle altissime virtù e doti non solo tecnico-professionali, ma anche deontologiche e umane del chirurgo-eroe.
PRIMO PREMIO EX AEQUO
UNA VITA APPESA A UN FILO Il “Giorno del Ricordo” e la storia di Erminia
a cura di Rossana B. Mondoni
Come cita l’autrice, “Erminia Dionis è una testimone diretta con una sua storia particolare, esemplare, poiché da una disgrazia ha saputo trarre forza e diventare un positivo modello per tutti noi”. E’ l’immagine di un’infanzia spezzata e di una maturità prematuramente raggiunta, ma senza ricorrere a estremismi ed a pensieri di vendetta, con una lucidità impeccabile, racconta del suo vissuto, in particolare della cugina Norma Cossetto, dalla cui tragica scomparsa fu profondamente segnata. All’età di soli 15 anni fu costretta a fuggire dall’Istria, alla quale era legata da un profondo amore, per aver sputato addosso al violentatore di Norma e raggiunse Trieste dove visse per qualche anno da apolide, priva d’identità. Sorretta da uno straordinario coraggio, da una personalità decisa e da una forza di volontà inespugnabile, assecondò con determinazione la sua vocazione e passione per la moda che la coinvolse totalmente e a Trieste aprì la sua sartoria realizzandosi come stilista e modellista di prestigio, raccogliendo soddisfazioni e onorificenze nel mondo delle sfilate.
“Ma nel cuore c’è sempre il suo piccolo mondo antico: la vecchia Istria, il dolce dialetto, il mare azzurro, la bandiera d’Italia”.
Il libro, nella sua completezza, riporta inoltre significative testimonianze non solo dei familiari di Erminia, ma anche di illustri esponenti del mondo degli esuli, di storici e di alcuni giornalisti, scrittori e politici che hanno conosciuto la protagonista. Si arricchisce di un importante e utile apparato didattico che lo rende fruibile agli studenti con la presenza di carte geografiche che illustrano l’area del confine orientale. Le Tavole storiche, curate da Piero Tarticchio, costituiscono un valore aggiunto all’opera che orienta il lettore nella comprensione delle complesse e tragiche vicende del confine orientale. Infine, la presenza di un album fotografico ricorda momenti importanti della vita di Erminia di cui è ammirevole l’impegno di testimone oculare delle tragiche vicende che la coinvolsero in prima persona e nell’attività associativa degli esuli giuliano-dalmati.
SECONDO PREMIO
Fogolèr Storia di una famiglia istriana
di Grazia del Treppo
MENZIONE D’ONORE
ROVIGNO E GRADO sorelle in Sant’Eufemia
di Tullio Svettini
MENZIONE D’ONORE
“Albona e Albonesi: cento anni e cento foto di Eval”
di Maria Claudia Valdini
SEZIONE NARRATIVA
PRIMO PREMIO
DI QUESTO MAR CHE E’ IL MONDO …
di Rosanna Turcinovich Giuricin
Il viaggio del giovane Bepi dalla natia Rovigno a Zara, dall’Istria alla Dalmazia, diventa un viaggio di iniziazione dalla sicurezza del focolare domestico alla dura realtà della vita di un uomo coinvolto in un mondo nuovo, minaccioso, quale si profilava alla vigilia della Seconda guerra mondiale. L’incontro e l’amicizia con Mate, un orologiaio, isolano jugoslavo le cui origini ed esperienza di vita erano del tutto dissimili dalle sue, incidono profondamente nell’intimo del giovane rendendolo consapevole che le certezze di un tempo erano svanite.
L’autrice, nel corso della narrazione, chiara, scorrevole ed avvincente, descrive con dovizia di particolari la varietà, il fascino e le suggestioni dei paesaggi dominati dal mare che accompagnano la traversata del protagonista, durante la quale non s’interrompe mai il legame con il suo vissuto e con quello della sua famiglia nella natia Rovigno. Nel racconto, dove la geografia incontra la storia, sono esplicitati riferimenti al complesso contesto storico del confine orientale in cui si sono intrecciate civiltà diverse, latine e slave, e dove le molteplici dominazioni hanno lasciato tracce indelebili. Il lettore viene in tal modo catturato in un viaggio di esplorazione e di scoperta e diventa a sua volta viaggiatore, curioso, attento e sorpreso, indotto a riflettere su quello che il mare rappresenta per la gente che lo vive: “Il mare è un elemento fondamentale, ti cambia, muta il rapporto con il resto del mondo, ti apre la mente, predispone all’incontro, annacqua le certezze, stimola l’osmosi tra usi e costumi”. Le devastazioni della Seconda guerra mondiale colpirono le popolazioni dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia costringendole ad un dolorosissimo esodo verso l’ignoto.
Bepi, padre dell’autrice, dopo infinite vicissitudini, ritornò a casa nella sua Rovigno dove “gli italiani rimasti avrebbero scontato la propria scelta con l’invisibilità”.
SECONDO PREMIO
LA COLPA
di Luciana Melon
MENZIONE D’ONORE SPECIALE
DOVE EL MONDO GA PERSO LE STRADE Il racconto di una vita
di Antonio Zappador
MENZIONE D’ONORE SPECIALE
IL GLICINE DELL’ODIO Lo strano caso della famiglia Signorelli
di Massimo Esposito
SEZIONE GIOVANI
PREMIO UNICO
TE GO PREPARA’ Cucina di una volta tra Istria, Veneto e Dalmazia
A CURA DI CNI GIOVANI
Il progetto è stato realizzato con entusiasmo e passione dal gruppo giovani delle Comunità Nazionali Italiane di Slovenia e Croazia nell’intento di recuperare un patrimonio culinario in un percorso che attraversa l’Istria, la Dalmazia e il Veneto.
Il libro ricettario presenta una collezione di 50 ricette e ogni ricetta è stata accuratamente documentata con il desiderio che queste tradizioni non si disperdano e continuino ad essere tramandate di generazione in generazione. Protagoniste sono state le nonne che hanno elaborato, con mani esperte, dal vivo, le loro ricette, tramandate con amore ai figli e ai nipoti, raccontando al tempo stesso la storia e l’origine di ogni pietanza proposta a significare che la cucina è identità, tradizione e cultura. Un patrimonio prezioso, in cui s’intrecciano sapori, storie personali e segreti culinari, evidenzia i legami secolari tra l’Istria e Venezia collegate da una fitta ed estesa rete di scambi tra i porti della costa occidentale istriana, centri di transito di merci, tra i quali anche i generi alimentari, con la Serenissima e viceversa. Di estremo interesse la prima sezione del libro ricettario che, con accuratezza e puntuali riferimenti, fa conoscere la storia della cucina nel golfo di Venezia (così era chiamato al tempo l’Adriatico) dall’età moderna fino alla metà del Novecento. La storiografia non ha menzionato a dovere l’interconnessione gastronomica tra le due sponde dell’Adriatico privilegiando i riferimenti agli scambi del legname e della preziosa pietra dell’Istria per il loro importante utilizzo nei cantieri navali e nell’architettura civile e religiosa.
Pertanto, il pregio di questo progetto, realizzato con il contributo della Regione Veneto e dell’Unione degli Italiani, si evidenzia nella determinazione e nella professionalità con cui è stato sviluppato, nell’attenta ricerca della cultura gastronomica che unisce le due sponde dell’adriatico e che ha radici profonde nella storia dei popoli che le hanno abitate e che le abitano.
SEZIONE POESIA E MUSICOLOGIA
PRIMO PREMIO
POESIE GIUSEPPE PICCIOLA
Cura e saggio storico-biografico di Maria Ballarin
L’autrice, nel suo saggio, svolge un’accurata, appassionata ed esaustiva presentazione di Giuseppe Picciola nella sua veste di poeta e della sua opera, definendolo “Poliedrico esponente della stagione irredentista tra il 1878 e il 1912, anno della sua morte, acuto critico letterario, cultore di Dante e poeta sensibile e raffinato…”. Avvalendosi di una documentazione valorizzata da numerosi dettagli e da attente puntualizzazioni, sviluppa un’ampia riflessione sulla vicenda personale del Picciola il cui fervido patriottismo di irriducibile militante irredentista e l’amarezza del doloroso esilio dalla natia Parenzo in giovanissima età, si saldano in un binomio inscindibile che caratterizzò l’intero arco della sua esistenza. L’incontro con Giosuè Carducci si rivelò decisivo nel suo percorso di vita di uomo e di intellettuale e con lui condivise la comune passione patriottica consolidando nel tempo un’assidua amicizia.
La sua poetica, nella quale traspare una forte impronta carducciana, predilige temi intimi, familiari e civili con accenti delicati, nostalgici e patriottici per la quale Picciola fu elogiato dall’illustre studioso Bruno Maier come “Il maggior rimatore e critico letterario del secondo Ottocento e del primo Novecento istriano”.
SECONDO PREMIO
MEMORIE ISTRIANE – RACCOLTA DI POESIE
di Giorgio Tessarolo
MENZIONE D’ONORE SPECIALE
LUIGI DONORA’ TRADIZIONALI CANTI LITURGICI E DEVOZIONALI INTONATI IN ISTRIA
a cura di Giuliana Donorà, Giovanna de Liso, Luca Rossetto Casel
SEZIONE NUOVE RICERCHE STORICHE
PRIMO PREMIO
NICOLO’ TOMMASEO Tra storia e ricordi familiari a 150 anni dalla morte
di Alvise Tommaseo Ponzetta
L’autore, avvalendosi di una prosa chiara e scorrevole, che rende agile la lettura del libro, descrive in modo esaustivo la poliedrica personalità del suo illustre avo Nicolò Tommaseo e attraverso un’intensa attività di consultazione di documenti e scritti familiari, fa conoscere aspetti inediti del grande patriota dalmata. Nato a Sebenico, antica città dalmata che dal 1412 al 1797 fece parte della Repubblica Serenissima di Venezia, sua patria adottiva, vi rimase profondamente legato per tutta la sua movimentata e sofferta esistenza di cui il libro ripercorre momenti salienti, concedendo ampio spazio al periodo veneziano.
Animo polemico, intellettuale libero e rigoroso nei suoi principi, manifestò senza cedimenti una coerenza ammirevole rimanendo sempre fedele alle idee repubblicane, non aderì mai ad alcun gruppo politico e preferì una vita di ristrettezze economiche ai compromessi con il potere. Il suo pensiero di stampo liberale e democratico ebbe come maestro il sacerdote e filosofo Antonio Rosmini. Si cimentò negli studi classici e si occupò delle forme letterarie più disparate. Tra i numerosissimi libri editi nel corso della sua vita, emerge la ponderosa opera che è stato il “Nuovo Dizionario dei Sinonimi della lingua italiana”, ancor oggi consultato, contribuendo in misura importante alla diffusione e alla conoscenza della stessa. Di estremo interesse le pagine del libro dedicate al pensiero politico del Tommaseo che riteneva che la storia italiana non si esauriva nello Stato Sabaudo, ma era un’Italia federale, con la sua molteplicità di tradizioni e di culture, la più adatta a realizzarla. Protagonista con Daniele Manin della famosa insurrezione del marzo 1848 che portò alla proclamazione della Repubblica di Venezia, contrappose i suoi principi assoluti alle scelte politiche del Manin che si avvicinerà ai Savoia e a Cavour. Inviso alle autorità austriache, conobbe il carcere e l’esilio, arrivando a dire paradossalmente che: “Nell’esilio si può riscoprire la libertà!”.
SECONDO PREMIO
IL PIROSCAFO TOSCANA LA NAVE DELL’ESODO DA POLA
di Alessandro Cuk
MENZIONE D’ONORE SPECIALE
Ebrei in Istria e il loro contributo al suo sviluppo economico
di Eufemia Giuliana Budicin
SEZIONE STORIA E SAGGI STORICI
PRIMO PREMIO
FEDELI ALLA MEMORIA DEI MONDI PERDUTI Istria, Fiume, Dalmazia
di Claudio Antonelli
SECONDO PREMIO
… perché i VIGILI DEL FUOCO ci sono sempre Trieste ed i suoi pompieri attraverso secoli di storia, cronaca e vita vissuta
di Viviana Facchinetti
SECONDO PREMIO EX AEQUO
UN PAESE NELLA BUFERA: PEDENA 1943/1948
di Guido Rumici
MENZIONE D’ONORE
IDENTITA’ ISTRIANA
di Paolo Zucconi
SEZIONE RICERCHE STORICHE E ARCHIVISTICHE
PRIMO PREMIO
OSIMO NEGLI ORGANI DI STAMPA LA NEGOZIAZIONE NEL 1974 E L’ASSOCIAZIONE NEL 1994 DELLA SLOVENIA ALL’UNIONE EUROPEA
a cura di Eufemia Giuliana Budicin
L’autrice, con una ricerca accurata e minuziosa, fornisce una completa antologia di testate giornalistiche della stampa nazionale con riferimenti alle opere edite sul Trattato di Osimo che dedicarono particolare attenzione alle pubblicazioni periodiche. Il volume, evidenziando puntualmente ogni tappa dell’iter che si concluse con la sottoscrizione del Trattato, attraverso titoli e articoli, si sofferma a citare gli orientamenti delle più importanti testate giornalistiche e favorisce la lettura di un percorso di conoscenza e di ricomposizione di una complessa vicenda che sancì definitivamente la delimitazione del confine orientale con la cessione alla Jugoslavia della sovranità italiana sulla zona B. L’opinione pubblica triestina e il quotidiano cittadino, “Il Piccolo”, che fa parte della rassegna, contestarono energicamente l’assegnazione della zona B alla Jugoslavia in sintonia con il doloroso dissenso dichiarato dalle associazioni degli esuli. Lo smembramento della Jugoslavia, le dichiarazioni di indipendenza della Slovenia e della Croazia e la successiva accettazione da parte della Comunità economica europea dei nuovi stati, fecero riconoscere i due paesi successori dell’ex Jugoslavia mantenendo i trattati internazionali come quello di Osimo. Anche in questo caso la politica italiana, eccettuata la destra e, per quanto riguarda la stampa, il “Giornale”, acconsentì nel 1994 l’ingresso della Slovenia nella UE senza pretendere la rinegoziazione del Trattato. Al progetto di ricerca hanno contribuito fattivamente per la revisione della stesura finale la prof.ssa Donatella Schurzel e il dott. Lorenzo Salimbeni. Al prof. Davide Rossi, già autore di recenti testi storico-giuridici sul Trattato di Osimo, va l’apprezzamento per aver valorizzato l’opera con un saggio analitico ricco di approfondimenti e riflessioni che suscitano vivo interesse.
SECONDO PREMIO
LE ANTICHE FAMIGLIE DELLA SERENISSIMA IN DALMAZIA
di Valentina Petaros
SECONDO PREMIO EX AEQUO
L’ESODO GIULIANO DALMATA IN PROVINCIA DI TARANTO
di Vito Fumarola
Language
English























