Al Salone del Libro dei record grande interesse per la storia della frontiera adriatica
La XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino ha chiuso i battenti dopo aver stabilito un nuovo record di visitatori: 254.000, metà dei quali ha meno di 35 anni. In questa prestigiosa e frequentata cornice hanno riscosso interesse anche gli eventi organizzati allo stand della Bancarella. Salone del libro dell’Adriatico orientale, rassegna organizzata dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia insieme al Centro di Documentazione Multimediale della cultura giuliana istriana fiumana e dalmata con la collaborazione di FederEsuli. Tavole rotonde, presentazioni librarie e panel dedicati al mondo della scuola hanno caratterizzato l’intensa programmazione messa a punto dal coordinatore scientifico della Bancarella, il prof. Davide Rossi (Università di Trieste).
Sono stati 5 giorni intensissimi, molto l’interesse profuso tra i frequentatori del Salone, tanti i curiosi che si avvicinavano per chiedere informazioni, osservare i video proiettati o ascoltare i podcast attraverso i dispositivi messi a disposizione.
«Continuiamo nella strategia di portare la nostra storia, i nostri autori e la nostra prospettiva nei luoghi dove si fa cultura, dove si trovano tante persone che non conoscono ancora la storia della presenza italiana nell’Adriatico orientale – spiega il Presidente dell’ANVGD Renzo Codarin – In molti si sono fermati presso il nostro stand a seguire gli eventi, prendere libri e pubblicazioni e chiedere informazioni, soprattutto insegnanti e giovanissimi e questo per noi è importantissimo».
In questo spazio hanno potuto presentare le loro attività anche altre realtà dell’associazionismo giuliano-dalmata, come l’Associazione delle Comunità Istriane, l’Associazione Fiumani Italiani nel Mondo, la Scuola Dalmata dei Santi Giorgi e Trifone, la Società di Studi Fiumani, l’associazione Mailing List Histria, il Centro Italiano “Carlo Combi” di Capodistria e l’Università Popolare di Trieste.
Sono intervenuti nell’ambito dei vari appuntamenti storici di alto profilo come Gianni Oliva, accademici di rilievo come Chiara Cacciavillani e Marco Cuzzi, nonché rappresentanti istituzionali con cui sono state consolidate collaborazioni come l’Assessore alla Cultura e Vicepresidente della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia Mario Anzil, il Vicepresidente della Regione Piemonte Maurizio Marrone, l’Assessore al Bilancio della Regione Liguria Claudia Morich, l’On. Nicole Matteoni ed il Sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna.
Importanti case editrici hanno collaborato in diverse presentazioni librarie: da Baldini+Castoldi collegata alla prestigiosa Nave di Teseo con il volume collettaneo “Identità oltre i confini. Generazioni a confronto per una nuova frontiera adriatica” a Mursia con “Fiume, addio! L’epopea fiumana dalla Seconda guerra mondiale al grande esodo 1940-1954” di Marino Micich, passando per Rubbettino con “Il lungo Novecento della frontiera adriatica. Transizioni istituzionali e modifiche giuridiche” di Davide Rossi.
Graditi ospiti in visita allo stand allestito nel padiglione Oval del Lingotto sono stati fra gli altri l’Ambasciatore d’Italia a Zagabria Paolo Trichilo, l’On. Alessandro Amorese (membro della Commissione Cultura della Camera), la direttrice dell’Archivio di Auschwitz Jadwiga Pinderska-Lech, il Consigliere per la Stampa e la Comunicazione del Quirinale Giovanni Grasso ed il Presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani Giordano Bruno Guerri.
L’argomento caratterizzante questa edizione del Salone del Libro era “Il mondo salvato dai ragazzini” e non potevano quindi mancare incontri organizzati con il Ministero dell’Istruzione e del Merito per illustrare applicazioni, portali internet, concorsi scolastici, attività formative per docenti e Viaggi del Ricordo attraverso cui diffondere tra i più giovani la storia della frontiera adriatica.
«Abbiamo presentato in questo contesto anche la Mostra degli Esuli Dalmati Istriani e Fiumani (MEDIF), allestita all’interno del Vittoriano grazie ad una convenzione stipulata tra FederEsuli e l’Istituto ViVe, sotto gli auspici del Ministero della Cultura: un percorso espositivo immersivo, completamente multimediale, curato dall’architetto Massimiliano Tita, che lo scorso 10 febbraio è stato visitato anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e che ogni giorno accoglie oltre 1.000 visitatori. Siamo stati infine lieti – conclude Codarin – di presentare “Esodo. Il silenzio di chi resta”, lo studio dell’antropologa Katja Hrobat Virloget, che ha fatto conoscere alla Slovenia la diaspora dell’italianità autoctona in Istria e la difficile situazione dei nostri connazionali rimasti sotto il regime comunista di Tito».
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