Centro di Documentazione Multimediale della Cultura Giuliana Istriana Fiumana Dalmata
October 18th, 2019
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Le prime due giornate della Bancarella a Roma

Bancarella

Luogo: Roma

“Mentre si consumano le giornate della Bancarella, cresce la consapevolezza della necessità di continuare su questa strada”. A dichiararlo è Donatella Schurzel, Presidente del Comitato Provinciale ANVGD di Roma, organizzatore con il CDM della manifestazione romana.
Qualificati gli interventi che nelle prime due giornate hanno focalizzato l’attenzione su alcune tematiche di fondo: il rapporto con il dialetto, con la città di provenienza, la dimensione delle seconde generazioni, l’Istria, Fiume e la Dalmazia viste da chi si spende per la promozione della cultura e della storia giuliano-dalmata pur non avendo origini da queste località.
“Lo sforzo organizzativo è stato notevole – afferma la Schurzel – e spesso ci sentiamo travolti dal susseguirsi degli incontri e degli incastri da dover decidere magari al momento ma cresce anche la soddisfazione di aver realizzato qualcosa di particolare, un evento che ora entra nel DNA del nostro impegno per il futuro”.
Nella seconda giornata si è parlato anche d’arte, ovvero di un aspetto che forse rappresenta il messaggio  alto di questi incontri: ovvero il contributo dato da autori istriani e dalmati all’arte italiana, le cui opere fanno parte del patrimonio artistico della capitale. Un’interazione ed uno scambio che si propongono come filosofia di un futuro ipotizzabile e voluto da più parti per una ricomposizione ideale attraverso aspetti della creatività e della contaminazione reciproca.
Su questa scia anche altri interventi, di Gianclaudio de Angelini, nato a Roma nel Quartiere Giuliano-Dalmato ma che ha appreso in famiglia il dialetto rovignese che è il linguaggio della sua poesia, intensa, impegnata, struggente che lo riporta a casa, a quella Rovigno interiorizzata che gli appartiene in modo assoluto.
A conferma delle tante forme che compongono questo collante culturale nel quale possono riconoscersi le genti delle terre dell’Adriatico Orientale attraverso un dialogo che anche la Bancarella contribuisce a stimolare. Lo sottolinea molto bene Lucio Toth, anche con il suo romanzo “La casa di Calle San Zorzi” presentato da Donatella Schurzel. Tutti e due si sono soffermati sul significato della “casa” che registra i passaggi di generazioni aprendo e chiudendo pagine di storia e schiudendo a nuovi scenari auspicabile e forse possibili in un diverso approccio alle tematiche adriatiche. Affiancando alla nostalgia, comprensibile e legittima la speranza che, con un maggiore coinvolgimento sul territorio, si possa mantenere la consapevolezza della presenza italiana anche nella percezione e considerazione della popolazione locale, di qualsiasi nazionalità si dichiari.
Memoria da conservare anche nell’associazionismo attraverso forme di recupero delle testimonianze, come sottolineato da Giovanni Stelli ed Emiliano Loria che stanno raccogliendo prezioso materiale per la catalogazione e la pubblicazione grazie al loro impegno all’interno del Centro Studi Fiumani di Roma. Un esempio di questo lavoro è stato raccolto nel volume, fresco di stampa, “La memoria che vive. Fiume interviste e testimonianze”.
Importante – è stato sottolineato – l’applicazione di metodologie scientifiche. E il discorso viene ripreso in un’altra presentazione, questa volta sulla Toponomastica a cura di Coordinamento Adriatico e dell’Istituto Geografico Militare, presentato dal prof. avv. Giuseppe de Vergottini e Giorgio Federico Siboni. Il volume, che annovera tra gli autori anche il prof. Luciano Lago, è stato consegnato il 10 febbraio di quest’anno anche al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Un volume prezioso, che si aggiunge ad un elenco comune che ha anche nel CRS un punto importante di riferimento, come ha sottolineato nel suo intervento Ezio Giuricin. Il numero di libri pubblicati, l’attività di ricerca storica e scientifica ne fanno un centro d’eccellenza di riferimento per tutti coloro che intendono conoscere l’evoluzione di un mondo composito con profonde radici nella storia locale ma anche con esempi di tutto rispetto nel resto del mondo. Una realtà per tanto trasversale e di estrema importanza.
Come rappresentano dei “fiori all’occhiello” nella realtà degli Esuli, l’IRCI di Trieste di cui sono stati presentati a Roma alcuni cenni storici e le riflessioni del direttore Piero Delbello sullo sforzo che ha portato alla realizzazione del Civico Museo della Civiltà Istriana, Fiuma e Dalmata a Trieste e sul futuro ruolo di questa sede.
Così come fondamentale è l’impegno del Centro Studi fiumani in Roma o la Società Dalmata di Storia Patria o della Fondazione Rustia Traine. Per non tacere del Libero Comune di Zara e dei Dalmati nel Mondo che hanno saputo trasformare il momento culturale al Raduno di ogni anno, in un momento di importante riferimento per tutte le opere sulla Dalmazia che vengono edite durante l’anno. Un elenco che si fa più consistente di anno in anno – come afferma Franco Luxardo – e che sta diventando un patrimonio di enorme ricchezza.
Realtà che spesso non vivono le necessarie sinergie creando uno scollamento penalizzante. Momenti come il Giorno del Ricordo ma anche appuntamenti come La Bancarella fanno emergere questa necessità di procedere secondo precisi schemi che permettano di creare reti di forza e visibilità. Progetto sul quale bisogna operare.
Alla Bancarella, ieri mattina, hanno partecipato numerose scolaresche che vengono coinvolte nei viaggi a Trieste, Istria e a Fiume ma anche altri ragazzi che la scuola romana sensibilizza alla storia dell’Adriatico Orientale. Sensazioni nuove, nuovi percorsi che anche così vengono valorizzati.

Rosanna Turcinovich Giuricin


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