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March 1st, 2024
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Montenegro 2

Da Trieste un ponte di fratellanza

In Montenegro lo studio dell’italiano è previsto dai programmi didattici na­zionali: è una lingua straniera, ma sen­tita come patrimonio proprio». Fabrizio Som­ma, 52 anni, è presidente dell’Università Po­polare di Trieste (Upt), ente morale nato 115 anni fa (non a caso sotto l’Austria-Ungheria) «per difendere, sostenere e incrementare la cultura italiana».

Oggi non tira più alia di irredentismo, ma si de­ve proprio all’lJpt se l’irripetibile patrimonio umano, storico e artistico delle nostre comu­nità nella Penisola Balcanica non è solo un ri­cordo ma una realtà vitale. «Operiamo grazie al finanziamento del ministero degli Esteri italiano e della Regione Friuli-Venezia Giulia – spiega Somma- A Cattaro organizziamo pro­getti di formazione per introdurre gli studen­ti nel mondo del lavoro, curiamo importanti mostre d’arte, collaboriamo con le scuole mu­sicali, soprattutto finanziamo i corsi di lingua italiana». Fino ad oggi bisognava sostenere 1 ’esame finale nelle “Società Dante Alighieri”, co­me avviene in tutto il mondo, «ora, invece, in Montenegro gli attestati saranno riconosciuti direttamente, grazie a un accordo con le uni­versità di Pisa e di Perugia», annuncia Som­ma. « il tutto con l’entusiasmo, non scontato, dei presidi montenegrini, che considerano l’i­taliano un valore aggiunto: 120 i ragazzi del li­ceo statale che hanno aderito».

Prove pratiche di un’Europa che è convivenza tra minoranze e laboratorio di relazioni. «Dai primi contatti avvenuti nel 2004 con gli italia­ni di Cattaro – ricorda Alessandro Perelli, Ser­vizio relazioni internazionali della Regione Friuli-Venezia Giulia – abbiamo fatto diven­tare questa Comunità soggetto attivo in vari ambiziosi progetti, come il ripristino dell’arte antica (da noi quasi scomparsa) del merletto, riportata in vita proprio dalle donne di Catta­ro». Due i progetti di cooperazione appena co- finanziali dal Friuli-Venezia Giulia: la realiz­zazione di dieci cooperative sociali per l’in­clusione sociale di persone disabili, e lo scam­bio di esperienze tra i Dipartimenti di salute mentale di Trieste e Udine e l’ospedale psi­chiatrico di Cattaro, che tuttora tratta i suoi 240 pazienti secondo logiche superate da trent’anni. Di forte impatto a tal riguardo la piece teatrale “Eslravaganza” di Dacia Maraini, portala in scena al teatro di Cattaro proprio dalla triestina “Acca­demia della Follia” di Claudio Misculin, composta tutta da pazienti psi­chiatrici.

In questi giorni, poi, ha preso il via un corso di formazione sul la logistica por­tuale, materia fondamentale in un Paese appena nato e che vede una cre­scita esponenziale grazie ai suoi por­ti. A colmare il «baratro» tra mondo della scuola e del lavoro ci pensa Clau­dio Crini, 50 anni di esperienza, già dirigente della compagnia di navigazio­ne Lloyd Triestino: «1 giovani, qui co­me in Italia, hanno sempre una glande volontà di rendersi operativi dopo gli studi, ma l’inse­rimento non è facile. Tengo una full immer­sion per formare operatori dei trasporti por­tuali, rivolta a diplomati e universitari: la par­te teorica tratta il mercato mondiale e la logi­stica intermodale, camion, navi, ferrovie… la parte pratica li rende subito in grado di lavo­rare. Il Montenegro è la porta dei Balcani e i suoi porli potranno rivelarsi una risorsa enor­me anche per l’Italia». Nel 2008 il piccolo Pae­se ha presentato domanda di ingresso in Eu­ropa e da allora ha fatto passi da gigante, rag­giungendo già 16 dei 32 parametri richiesti.

Lucia Bellaspiga, «Avvenire», 14/05/15