La chiave. Foibe, il confine della memoria
Il romanzo breve di Federico D’Addato La chiave. Foibe, il confine della memoria si apre in un bilocale ordinato, dove la vita di un uomo, un esule giuliano-dalmata ormai avanti con gli anni, scorre tra la routine dell’officina e il peso di una memoria che non ha mai trovato pace. La notizia della morte di Tito lo scuote. Egli si sente un uomo “in debito” verso chi non è tornato, un sopravvissuto che porta in tasca una chiave arrugginita che non apre più nulla, se non i ricordi di una casa strappata con violenza. Spinto dalle parole di un amico sulla necessità di ascoltare la propria coscienza e dal bisogno di verità, il protagonista intraprende un viaggio fisico e spirituale verso la sua terra d’origine. Qui, i ricordi del terrore delle foibe, del filo di ferro che legava i polsi e dell’esodo forzato si scontrano con la realtà di un confine che ha cambiato lingua e bandiera, ma non l’essenza del dolore. Attraverso il confronto con i luoghi dell’orrore e il riconoscimento pubblico di una tragedia troppo a lungo taciuta per opportunità politica, l’uomo senza nome riesce a raggiungere consapevolezze inaspettate.
Il romanzo non è solo una cronaca del dolore, ma un atto di giustizia verso una generazione vittima due volte: della violenza prima e dell’omertà poi. La “chiave” cessa di essere un peso morto e diventa lo strumento per rientrare dentro se stessi, trasformando il perdono in una via per non farsi più divorare dal male ricevuto.
Il libro è disponibile a questo link: https://shorturl.at/Pcd5N
L’AUTORE – Federico D’Addato è laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, attualmente studente magistrale in Studi Geopolitici e Internazionali presso l’Università del Salento. La sua formazione accademica si concentra sull’analisi dei conflitti, la storia delle relazioni internazionali e le dinamiche sociali.
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