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Radin Furio

La CNI conta sull’appoggio della presidente

FIUME – “Innanzitutto congratulazioni a Kolinda Grabar Kitarović per la vittoria. La Croazia ha una presidente donna, questo è un risultato importante in un Paese relativamente tradizionalista. Conoscendola, sono convinto che sarà una brava presidente e che ci rappresenterà bene all’estero”. Furio Radin, il deputato della Comunità Nazionale Italiana al Sabor e presidente dell’Unione Italiana commenta così l’elezione di Kolinda Grabar Kitarović a presidente della Repubblica di Croazia. Un’elezione giunta dopo un testa a testa nella notte elettorale più incerta della recente storia croata che ha visto i due candidati correre sul filo di lana di percentuali farmaceutiche.

Non però nell’area istro-quarnerina. Le due regioni hanno confermato anche al ballottaggio di domenica una chiara prevalenza a favore del centrosinistra. Nella Regione Istriana Josipović ha ottenuto un altissimo 79,47 p.c. dei consensi, mentre in quella Litoraneo-montana ha sfiorato il 62 p.c., mentre alla Grabar Kitarović sono andati rispettivamente il 20,53 p.c. e il 38,33. “L’Istria e la Regione litoraneo-montana hanno votato per Josipović anche per il suo apporto alla tutela dei diritti umani e minoritari. Lo ringraziamo perché ci è stato vicino, e riconosciamo che è stato un signore, anche nel momento della sconfitta”.

Restando in tema di diritti delle minoranze – argomento rimasto in sordina in questa campagna elettorale – va detto che la presidente eletta non ha mancato di dedicare anche a questi un passaggio del suo discorso nella notte elettorale. “Mi batterò affinché i diritti delle minoranze siano rafforzati”, ha detto nel suo primo intervento ufficiale la Grabar Kitarović, ribadendo una posizione già dichiarata nel corso dei confronti televisivi.

“Contiamo sull’appoggio di Kolinda Grabar Kitarović, peraltro preannunciata nel discorso con il quale ha celebrato la vittoria. La sua indiscutibile vocazione democratica e il suo orientamento europeo – afferma Furio Radin – ci fanno pensare che i diritti degli italiani in Croazia saranno rispettati. Per il resto la sua elezione rappresenta una svolta nella politica croata, un elemento – conclude il deputato della CNI – ancora tutto da definire”. (chb)

«La Voce del Popolo», 13/01/15