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Fonda Savio Spazzali Resistenza Italiana Trieste Venezia Giulia Del Bianco

La Resistenza italiana nella Venezia Giulia

Il 30 aprile 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale di Trieste organizzò l’insurrezione cittadina contro i nazifascisti: Don Edoardo Marzari presiedeva il CLN triestino, comandante militare delle operazioni era invece il colonnello Antonio Fonda Savio, già volontario irredento nella Prima Guerra Mondiale nelle fila degli Alpini.

Nel volume curato da Roberto Spazzali “La Resistenza italiana a Trieste e nella Venezia Giulia” (Del Bianco, Udine 2006) sono stati raccolti scritti e documenti che testimoniano l’attività di Antonio Fonda Savio e del C.L.N. nei momenti più difficili della lotta di liberazione e in modo particolare quelli che vanno dall’insurrezione cittadina del 30 aprile 1945 al periodo di occupazione jugoslava quando, unico caso in Italia, il C.L.N. fu costretto a nuova clandestinità perché vilipeso dalle forze filojugoslave e minacciato di morte. Anzi, molti suoi uomini, trattati come i peggiori nemici, furono arrestati dai comunisti triestini e diversi furono deportati in Jugoslavia e lì eliminati.

Una storia ben nota, quella dell’occupazione jugoslava, che qui è ricostruita nell’attività di metodica raccolta di informazioni e documenti che Fonda Savio pensò proprio per testimoniare presso le autorità internazionali l’azione del C.L.N. e le condizioni in cui si venne a trovare a guerra finita.

I documenti, molti dei quali inediti, raccolti presso gli archivi dell’Associazione Volontari della Libertà, l’Università degli Studi di Trieste e l’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione nel Friuli-Venezia Giulia, illuminano la personalità di Antonio Fonda Savio e illustrano la sua azione non solo nei giorni dell’insurrezione ma anche in mesi ed anni successivi, quando la polemica politica, la mistificazione ideologica fino alla denigrazione dei caduti, lo chiamò in causa con scritti ed interventi ben presto dimenticati per opportunismo e mediocrità morale. Emerge invece un quadro schietto e una strenua difesa dell’azione dei patrioti italiani per nulla intaccata dall’acredine dei suoi detrattori.  Così si è ritenuto opportuno riproporre alcuni interventi pubblicati sulla stampa del dopoguerra.

La ricerca è stata voluta dall’Associazione Volontari della Libertà, erede morale del Corpo Volontari della Libertà della Venezia Giulia, e la pubblicazione è stata resa possibile da uno specifico contributo della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia; il Comitato di Trieste e Gorizia dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano ha infine benevolmente accolto l’opera nella collana “Civiltà del Risorgimento”.