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Damirgrubisa

L’Ambasciatore croato all’Archivio Museo storico di Fiume

Il 16 dicembre 2014 presso l’Archivio Museo storico di Fiume a Roma, la Società di Studi Fiumani ha organizzato d’intesa con il direttore della rivista bilingue (italiano-croato) “Minoranze/Manjine” il dr. Silvije Tomasevic la presentazione del numero 3 apparso nel secondo semestre del 2014, con la partecipazione dell’Ambasciatore di Croazia a Roma prof. Damir Grubisa, nativo di Fiume/Rijeka.

Il titolo dell’incontro è stato “Una finestra sull’Europa – la regione adriatica”  con la partecipazione del dr. Amleto Ballarini (presidente della Società di Studi Fiumani), del direttore della rivista “Minoranze” Silvije Tomasevic, dell’ambasciatore Damir Grubisa e del dr. Marino Micich (direttore dell’Archivio Museo storico di Fiume). Presenti tra gli altri dr. Antonio Ballarin, presidente  di FederEsuli,  lo scrittore Diego Zandel e le prof. Tolomeo ed Ercolani, studiose delle vicende storiche dalmate e fiumane. L’incontro è stato aperto dal dr. Micich in qualità di moderatore, il quale ha ricordato al principio le origini della Società di Studi Fiumani, sorta a Fiume nel 1923 e poi ricostituita in esilio a Roma nel 1960, i lunghi anni del silenzio intorno alle vicende dell’esodo causato dal regime comunista jugoslavo, le dimensioni dell’esodo e la presenza fiumana, istriana e dalmata nella Capitale. Successivamente Marino Micich ha introdotto il tema del dialogo culturale sorto nel 1990 ufficialmente a Fiume e promosso dalle organizzazioni degli esuli fiumani (Società di Studi Fiumani e Libero Comune di Fiume in esiilo) con le istituzioni della minoranza italiana e con le autorità municipali di Fiume/Rijeka. Il primo sindaco ad accogliere gli esuli fiumani guidati da Amleto Ballarini, vero motore del dialogo che poi si instaurò, era Zeljko Luzavec, dopodichè il dialogo proseguì con il sindaco Slavko Linic, il quale intese nel 1999, promuovere con la Società di Studi Fiumani un convegno internazionale di studi sul tema “Fiume nel secolo dei grandi mutamenti”, che ebbe un grande successo di critica e costituì un atto concreto di un dialogo culturale basato sul reciproco rispetto delle proprie tradizioni e della propria storia. Dopo le macerie lasciate dal comunismo si poteva riprendere in Croazia un percorso nuovo, che i fiumani seppero cogliere e sviluppare non senza incontrare ostacoli. In quegli anni la Società di Studi Fiumani fece la conoscenza del prof. Grubisa in un convegno organizzato dall’EDIT di Fiume sul tema “Itinerari culturali” e da allora i contatti sono stati sempre futtuosi e amichevoli. Il direttore della rivista “Minoranze” Silvije Tomasevic , fiumano anche lui, ha illustrato le peculiarità della nuova rivista che vuole essere aperta ai temi di interesse europeo compreso quelli relativi alla storia e alle tradizioni delle popolazioni istriane, fiumane e dalmate, senza dimenticare la componente italiana andata via per ragioni politiche ed economiche dopo la seconda guerra mondiale e quella rimasta, in Slovenia ma sopratutto in Croazia, che ammonta a circa 22.000 persone. Il dr. Ballarini ha invece ricordato le tappe salienti del dialogo culturale, i premi letterari alle scuole italiane di Fiume, i convegni e le tavole rotonde tenutesi a Fiume in tanti anni sui temi cari alla fiumanità e soprattutto la ricerca, italo-croata, sulle vittime di nazionalità italiana a Fiume e dintorni dal 1939 al 1947 terminata nel 2002 con l’Istituto Croato per la Storia di Zagabria. Una ricerca presentata ai massimi livelli e rimasta unica nel suo genere per quanto riguarda le vittime di quel quadrante geografico. Il dr. Ballarini ha infine chiesto all’ambasciatore di poter seguire le vicende della riesumazione dei caduti italiani nella fossa comune di Castua che da lunghi anni la Società di Studi Fiumani sta portando avanti nel massimo rispetto delle regole istituzionali.

In conclusione ha preso la parola l’ambasciatore Grubisa, il quale ha salutato positivamente l’iniziativa editoriale “Minoranze”, che ha dedicato una pagina apposita all’Archivio Museo di Fiume e ha puntualizzato con alcuni articoli l’apertura di nuovi e positivi rapporti tra i governi italiano e croato. Grubisa ha esposto il nuovo corso politico croato aperto all’europeismo ed ha elogiato l’esempio di attività culturale portato avanti dalla Società di Studi Fiumani in tanti anni e che, ultimamente, ha trovato nuove conferme tramite l’iniziativa dedicata all’esule fimano “Francesco Drenig” promossa d’intesa con il Museo Civico di Rijeka, diretto dal prof. Ervin Dubrovic. “Francesco Drenig è stata una figura molto importante nei rapporti interculturali italo-croati in tempi, si parla del ventennio fascista, in cui non era facile promuovere iniziative di reciproca conoscenza” ha sottolineato Grubisa. L’aver riproposto questo personaggio sia a Fiume/Rijeka sia a Trieste è stato un ulteriore segno di capacità di collaborazione tra la Società di Studi FiIumani e la città di origine. l’Ambasciatore ha poi raccontato al pubblico di avere una madre fiumana italiana e di aver passato con lei nell’infanzia diverse vicissitudini comprese quella di essere stato profugo per alcuni di mesi in Italia. L’incontro si è concluso animato da un sincero spirito di collaborazione con l’auspicio finale, espresso dall’Ambasciatore croato, di poter vedere coinvolta la Società di Studi Fiumani ufficialmente nel futuro accordo di collaborazione culturale tra Italia e Croazia.

Società di Studi Fiumani