Centro di Documentazione Multimediale della Cultura Giuliana Istriana Fiumana Dalmata
December 5th, 2020
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Bambina Pola

L’eredità della strage di Vergarolla

Pola, 18 agosto 1946, spiaggia di Vergarola (Vergarolla). 28 mine del tipo antisbarco da Marina depositate sull’arenile esplodono e causano la morte di 64 persone accertate e decine di persone non riconosciute, per un totale di più di 100 vittime. Ma la strage di Vergarolla ha causato molti più martiri di quanto la macabra contabilità dei cadaveri e dei feriti abbia potuto registrare. Quella strage è stata la strage di un popolo intero. È stato un ‘invito’ bestiale a far fare le valige a chi avesse voluto mantenere la propria identità. Quella strage, ancora oggi, produce un boato assordante nelle coscienze degli uomini e delle donne che vivono dentro la società civile e che hanno cura dei diritti umani quali riferimento per la propria esistenza. Noi, oggi, figli di quella tragedia, chiediamo a gran voce giustizia. Ad oggi: nessun indagato, nessun mandante, nessun esecutore, nessuna inchiesta della nostra così zelante Magistratura… Se qualcuno crede che il tempo che scorre inesorabile sia sufficiente a far dimenticare il diritto di giustizia, non ha saputo leggere la storia, che invece ci ha insegnato come una giustizia, presto o tardi, alla fine giunga. Nonostante questi vuoti, quella strage perpetrata esattamente 70 anni fa, ci indica la strada da percorrere: memoria, identità, prospettiva e ritorno nella nostra Terra.

(l’istantanea, che immortala un uomo con in braccio un corpicino, mi è stata inviata da Simone Cristicchi ed è una rara foto presa sulla spiaggia di Vergarolla negli attimi successivi all’esplosione)

Antonio Ballarin