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September 17th, 2026
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Beato Don Bonifacio

80 anni fa il martirio del Beato Bonifacio

11 settembre 1946, oggi 80 anni fa: don Francesco Bonifacio veniva catturato sulla strada tra Grisignana e Crassiza dalle guardie popolari di Tito in un agguato e costretto a salire su un’auto nera usata per far sparire i “nemici del popolo”. Alcuni testimoni vedono, c’è anche chi protesta e cerca di difendere il proprio parroco, ma i tre criminali lo caricano in macchina e da quel momento di don Francesco, 34 anni, non si saprà più nulla.

Dopo decenni uno dei tre assassini racconterà il suo martirio: “Quel prete non smetteva di pregare e di perdonarci e questo ci mandò in bestia, finché lo trascinammo giù dall’auto, gli togliemmo la veste e con un sasso lo colpimmo in faccia, alla fine lo sgozzammo”.

La procura di Pola ancora oggi indaga insieme alla polizia scientifica di Zagabria e, sulla base degli approfonditi studi portati avanti da Mario Ravalico, autore di importanti saggi sul Beato Bonifacio, ha messo insieme tanti tasselli di questa tragedia, avvenuta ben un anno e mezzo dopo la fine della guerra!

Don Francesco andava eliminato perché la gioventù affollava le sue funzioni religiose e le riunioni dell’Azione Cattolica anziché quelle del partito comunista. Inoltre dava fastidio perché era troppo amato dalla popolazione: aveva sempre difeso il suo gregge sia dagli orrori del nazifascismo che da quelli del comunismo titino e questa sua santità era imperdonabile.

Morì continuando a perdonare i suoi assassini, così come aveva imparato dal Vangelo e dagli insegnamenti della sua stessa famiglia. Sua mamma Luigia continuò ad attenderlo sperando che un giorno sarebbe tornato da qualche campo di lavoro forzato, lo aspettò fino alla morte avvenuta nel 1963 e mai dalla sua bocca uscì una parola d’odio: questa è la volontà di don Francesco Bonifacio e non va tradita.

Della sua uccisione ormai si sa tutto, anche nome e cognome di chi lo condannò, dei mandanti e degli esecutori: in tutto una ventina, di cui 17 erano italiani e tre slavi. L’unico mistero resta il luogo in cui il suo corpo fu occultato, ma grazie a Mario Ravalico, a sua moglie Giuliana e al lavoro della procura croata di Pola forse non siamo lontani dalla verità.

Una preghiera da tutti noi per il nostro amato Beato Francesco Bonifacio, sicuramente Dio lo ha accolto nella luce eterna. Grazie.

Lucia Bellaspiga
Presidente dell’Associazione Italiani di Pola e dell’Istria – Libero Comune di Pola in Esilio

LA COMMEMORAZIONE DI DON BONIFACIO A TRIESTE [Fonte: FederEsuli]

Con una solenne cerimonia, cui ha preso parte un gran numero di cittadini, i rappresentanti delle istituzioni civili, religiose, di FederEsuli e delle Associazioni degli Esuli, Trieste ha ricordato l’uccisione del Beato Francesco Bonifacio, il sacerdote originario di Pirano, barbaramente torturato ed ucciso a soli trentaquattro anni dai titini 80 anni fa, l’11 settembre 1946.

Anche in questa particolare ricorrenza, come ogni anno, è stata depositata una corona d’alloro, presso il Largo a lui intitolato, alla radice del Viale XX settembre, con gli onori da parte del gonfalone della città di Trieste e i labari delle Associazioni. In apertura, Bruno Marini a nome dell’Associazione delle Comunità Istriane, ha ringraziato gli intervenuti, ripercorrendo le tappe della beatificazione di don Bonifacio, portando anche il messaggio di saluto e vicinanza da parte del Ministro per i Rapporti col Parlamento Luca Ciriani.

«Ringrazio di vero cuore quanti si sono prodigati nell’organizzazione – ha sottolineato Renzo Codarin, Presidente di FederEsuli – in quanto per la prima volta, il 10 febbraio di quest’anno, abbiamo ricordato anche a Montecitorio l’opera e la vita del Beato Don Bonifacio. Tutto il mondo degli Esuli si stringe attorno al solenne ricordo della sua figura, affiancato dalla devozione di chi oggi vive nelle terre d’Istria, in riconoscimento del merito di questo giovane sacerdote votato alla sua comunità, unitamente al ricordo degli altri sacerdoti, sloveni e croati, che hanno subito la sua stessa sorte. Si è creato un clima decisamente più cristiano, rispetto agli anni in cui abbiamo iniziato ad onorare la sua memoria».

Prima della benedizione alla corona, è giunto il saluto dell’Amministrazione comunale del capoluogo giuliano e del Sindaco, da parte dell’Assessore Massimo Tognolli. Le note del silenzio, hanno infine accompagnato la deposizione, in prossimità della targa che ricorda Don Francesco.