Centro di Documentazione Multimediale della Cultura Giuliana Istriana Fiumana Dalmata
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Irci Illustratori Nella Venezia Giulia

Dudovich e gli Illustratori della Venezia Giulia in mostra all’IRCI

Venerdì 10 Maggio 2024 alle ore 17:30, la “prima” di “Illustratori nella Venezia Giulia” a Trieste, in via Torino 8, all’IRCI l’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-Fiumano-Dalmata.
ILLUSTRATORI … ah, chi erano costoro? Poi “nella Venezia Giulia”. Quindi solo qua, da noi, in una regione che non esiste più (se non in minima parte e accorpata al Friuli) dopo che si è persa tutta l’Istria alla fine della Seconda Guerra Mondiale.
Pure l’illustrazione, in senso lato, sia essa nata per corredare un libro, per rendere briosa una copertina, per essere pubblicità, per dare significato estetico ad una ricorrenza, per diventare fumetto, per decorare diplomi o illuminare ex-libris, per far bella la confezione di un prodotto o per affascinare un menu con un’immagine prima di gustarne le offerte culinarie o, ancora, per qualunque cosa serva linea e colore affinché questa sia più accattivante, insomma l’illustrazione in questa nostra terra è stata regina perché Trieste in testa, ma tutta la Venezia Giulia, ha dato i natali ad un numero enorme di illustratori. Molti assai bravi, alcuni bravissimi e, addirittura, maestri.
Con Leopoldo Metlicovitz e Marcello Dudovich, triestini, siamo in caput mundi, si tratta di veri maestri che hanno segnato la strada nazionale e internazionale della nascita del manifesto “moderno”, quello che , appena uscito dalle prove ottocentesche, trova la sua dimensione come “nuova arte” e apre un Novecento che dal liberty viaggerà verso il decó, visiterà le avanguardie e troverà lezione nel futurismo, nel costruttivismo, fino a giungere all’astratto e, in qualche modo chiudersi, nella pop art.
Questa mostra viaggia nelle esperienze, sviluppate grossomodo nella prima metà del secolo passato, di una sessantina di artisti, nati o operativi nella Venezia Giulia. Alcuni sono notissimi, come i maestri citati, altri meno conosciuti eppure, per certi versi e per talune opere, degni di essere inseriti nel palcoscenico dei grandi.
È il caso di Giuseppe Sigon, amico e sodale di Metlicovitz, che, da pittore interno della Modiano di Trieste, ma uscito dalle scuderie della milanese Tensi (e, forse, anche in collaborazione con la Ricordi), può definirsi, a ragione, l’iniziatore del cartellonismo giuliano. Ma bisognerebbe, quasi in parallelo, citare altri nomi come quello di Antonio Bauzon e non scordare Pier Antonio Sencig o le figure di Gino de Finetti, nato a Pisino d’istria, e Guido Marussig, se non, addirittura, andare a quelle dei marinisti Flumiani e Grimani, o ancora a Giovanni Zangrando e, per estensione, non scordarsi di altri pittori puri che, sia pur qualche volta con ritegno, seppero dar esempio di arte applicata di alto livello con la creazione di manifesti eccezionali. È il caso di Glauco Cambon e, subito dopo, di Argio Orell, Vito Timmel, fino a Ugo Carà, scultore, ma con esperienze grafiche applicate alla corte di Gio Ponti.
Un mare infinito.
Come scordare Gustavo Petronio, che seppe illustrare, dai primi del Novecento a tutti gli ’30 (e oltre), ricorrenze patriottiche, pubblicità, creare fumetti e, soprattutto, “inventare” il cartone animato italiano fino a depositare il brevetto dell’Autarcolor?
E, di seguito, Orfeo (Orfeo Toppi), fratello di Giove, il disegnatore di Nerbini, che fra vignette, grafiche pubblicitarie, caricature, era onnipresente nel capoluogo giuliano fra gli anni ’20 e ’50. O Sante Bidoli o Nino Ferenzi o ancora Marcello Claris, uomo dalla grafica essenziale, nato a Pola, come Gigi Vidris, il vignettista de “El spin” e, in seguito, di “Candido”, o il dalmata aeropittore Tullio Crali o Urbano Corva, fiumano, futurista nell’applicato con modi non lontani da Depero, o Saxida o Dabovich, dalla grafica di una squisita eleganza. E Coelli, di Pirano d’Istria, Torelli, i triestini Flori Finazzer, Quaiatti, Ranzatto, Giordani, Valenti, Britz, i fratelli Gregori (istriani), Zanverdiani … Un mare infinito.
La mostra – con un corposo catalogo di oltre 300 pagine – dopo il vernissage del 10 maggio sarà visitabile tutti i giorni, da lunedì a domenica, con orario 10:30-12:30 e 16:30-18:30.