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Estoria 2023 Donne

La storia del confine orientale al Festival èStoria di Gorizia

Hanno preso il via ieri a Gorizia gli eventi della XIX edizione di èStoria, il Festival Internazionale della Storia, mentre già da lunedì scorso vengono proiettate le pellicole della III edizione di èStoria Film Festival: l’argomento principale di quest’anno sono le Donne.

Nel corso della prima giornata della kermesse, il Prof. Stefano Pilotto (docente di Storia dell’integrazione europea all’Università di Udine) ha tenuto presso la Sala Storica dell’Unione Ginnastica Goriziana la relazione Maria Pasquinelli, una patriota italiana di grande temperamento: si tratta, infatti, della donna che uccise a Pola il Comandante delle forze britanniche, Generale Robert William De Winton, il 10 febbraio 1947. Educatrice, crocerossina, combattente, carcerata, condannata a morte e poi all’ergastolo e, infine, graziata, Maria Pasquinelli è una figura singolare, che evidenzia il carattere di una donna forte del Novecento, la quale ebbe il coraggio di prendere decisioni audaci, per le quali si assunse la totale responsabilità, in prima persona e senza recedere.

E della Pasquinelli si è parlato anche nel pomeriggio nell’incontro a cura di Stefano Bizzi (redattore del quotidiano Il Piccolo) ed Enrico Miletto (ricercatore di Storia contemporanea dell’Università di Torino) dal titolo Le due Marie. Vita sulla frontiera orientale d’Italia. Una delle due Marie è proprio la Pasquinelli, definita “ardente militante fascista e repubblichina, ossessionata dal nazionalismo al punto da uccidere un ufficiale inglese a Pola nel 1947”. La sua omonima invece era un’esponente di primo piano del movimento operaio triestino e della lotta partigiana, dirigente comunista negli anni della frattura fra Tito e Stalin, Maria Bernetic. Figure agli antipodi per formazione, ideali e progetto politico, pur non incrociando mai direttamente le loro strade, furono, metaforicamente, l’una avversaria dell’altra e mossero i loro passi nel medesimo spazio geografico, lungo la linea del confine orientale italiano.

L’Associazione delle Comunità Istriane ed il Blog Odòs hanno invece organizzato l’incontro Norma Cossetto che voleva essere una geografa: dopo l’introduzione di Carmen Palazzolo Debianchi (esule ed operatrice culturale), Patrizia Lucchi Vedaldi  studiosa del confine orientale italiano) ha presentato il suo saggio Norma Cossetto studentessa istriana caduta per la libertà, ricerca sull’iter svolto dall’Università di Padova per il conferimento della laurea ad honorem alla Cossetto, aggiornato della seconda inedita parte trattante l’aspetto geografico, disciplina in cui la Cossetto si stava laureando con Arrigo Lorenzi.

L’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia sarà presente con tre iniziative, due delle quali dedicate proprio alle figure femminili.

Sabato 27 maggio alle ore 15:00 presso l’Aula 4 del Polo Universitario di Santa Chiara si parlerà di Donne “impegnate” tra sacro e profano. Saranno esaminate storie di donne impegnate in vicende economiche, religiose, artistiche e letterarie: riunite nelle confraternite, rivolte all’assistenza e al sociale, ricoprirono cariche importanti confrontandosi col mondo maschile; influente, dotata di potenza psichica e fascino intellettuale, Madame Blavatsky perseguì lo studio comparato delle religioni; “Mura”, irriverente e trasgressiva, fu una popolare scrittrice: la censura fascista tentò di fermare la sua penna che polverizzava gli stereotipi. Interverranno Donatella Schürzel (PhD europeo in Storia dell’Europa e Vicepresidente nazionale vicario dell’Anvgd), Maria Grazia Chiappori (Dottore di ricerca e Consigliere nazionale dell’Anvgd) e Barbara Vinciguerra (Dottore di ricerca e insegnante), coordina Lorenzo Salimbeni (giornalista pubblicista e Responsabile comunicazione dell’Anvgd).

Domenica 28 maggio alle ore 15:00 presso l’Aula Magna del Polo Universitario Santa Chiara avrà luogo il panel Donne dell’esodo istriano, con gli interventi di Egea Haffner (la bambina con la valigia raffigurata nell’immagine simbolo dell’Esodo), Erminia Dionis Bernobi (amica d’infanzia di Norma Cossetto) e Barbara Sturmar (insegnante le cui classi hanno ottenuto lusinghieri risultati in varie edizioni del Concorso scolastico 10 Febbraio) coordinate da Maria Grazia Ziberna (Presidente del Comitato Anvgd di Gorizia): ci sarà anche un intervento registrato di Lidia Bastianich, madre del famoso chef Joe e anche lei protagonista di trasmissioni culinarie negli Stati Uniti.

2025: Nova Gorica e Gorizia, Capitale della Cultura Europea. Come valorizzare questa opportunità? è invece del titolo che avrà luogo sabato 27 maggio alle ore 15:00 presso la Sala Giuseppe Verdi di Palazzo de Bassa.
Si discuterà delle prospettive progettuali e dei riflessi che la prima Capitale della Cultura Europea che vedrà coinvolte due nazioni – Italia e Slovenia, Gorizia e Nova Gorica – nel 2025 potrà avere in tutto il Triveneto, e – più in generale – nella Mitteleuropa. Il dibattito, moderato da Luigi Casillo, conduttore di Sky TG 24, vedrà coinvolti: il Sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna, il Sindaco di Nova Gorica Samo Turel, il Presidente del Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale Paolo Petiziol, il Presidente del Consiglio Regionale del Veneto Roberto Ciambetti, il Direttore de L’Arena di Verona Massimo Mamoli, il Professor Davide Rossi dell’Università degli Studi di Trieste ed un rappresentante della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia.
L’evento gode del sostegno e della sponsorizzazione del Gruppo Ceschia, distillatori in Friuli dal 1886.

Segnaliamo, infine, Donne del Litorale asburgico in lotta per la pace della Professoressa Marina Rossi (già docente a contratto delle Università di Trieste e Ca’ Foscari di Venezia) domenica 28 maggio alle ore 18:00 presso la Mediateca Ugo Casiraghi. A Trieste, quarta città dell’Impero austro-ungarico in ordine di importanza economica, con più di mille stabilimenti industriali, la manodopera maschile e femminile era organizzata nella lega socialdemocratica di orientamento gradualista, pacifista, internazionalista basato sulla fratellanza tra i popoli. Alla fine dell’aprile 1915 si verificarono a Trieste le prime manifestazioni antimperialiste dell’Impero austroungarico: “Vogliamo pane! Fuori i nostri uomini! Abbasso la guerra!”. L’entrata dell’Italia in guerra esasperò la situazione, ma in quei giorni e nelle fasi successive le donne rivelarono grandi capacità di iniziativa per tutta la durata del conflitto a Trieste ed in altre località del Litorale.

Lorenzo Salimbeni