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August 7th, 2020
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Francobollo Rovigno

Le poste croate devono rispettare il bilinguismo dell’Istria

Ha destato sconcerto tra gli esuli istriani, fiumani e dalmati la notizia che le poste croate hanno presentato un nuovo francobollo dedicato a Rovigno d’Istria su cui il nome della città è scritto solo in croato, contravvenendo così ad una serie di leggi e di garanzie acquisite nel corso del tempo.

«Ho preso contatto in loco, – comunica in una nota la Professoressa Donatella Schürzel – in qualità di Vice presidente Vicario dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia ed in accordo col presidente nazionale Renzo Codarin, con figure di alto riferimento istituzionale e culturale come il Vice sindaco di Rovigno, la Presidente della Comunità Italiana locale, il Presidente del Consiglio della minoranza italiana autoctona della Regione Istria, il Direttore del Centro di Ricerche Storiche, la ex Vice presidente della Regione Istria ed il Direttore onorario del CRS. Essi hanno risposto non solo costernati e preoccupati, ma anche condividendo l’idea di fare qualcosa insieme affinché si possa ovviare a tale problema».

Di conseguenza sono stati avviati contatti con le istituzioni regionali e postali, con il Console generale d’Italia a Fiume e con l’Ambasciatore croato a Roma, il quale ha assicurato il suo interessamento. Il Presidente della Famia ruvignisa (l’associazione che raccoglie gli esuli da Rovigno) ha dato il suo sostegno a questa azione; l’onorevole Furio Radin (Vice presidente del Parlamento croato) si è attivato presso l’ambasciatore italiano a Zagabria e con il Ministro delle Infrastrutture; l’amministrazione comunale rovignese e la Comunità degli Italiani “Pino Budicin” hanno intrapreso analoghe iniziative di segnalazione dell’errore.

La proposta di emettere un nuovo francobollo con la corretta dicitura bilingue da affiancare a quello ormai già stampato è stata suggerita dall’onorevole Carlo Amedeo Giovanardi e immediatamente condivisa dalla Prof.ssa Schürzel: «Auspico che si possa arrivare – afferma ancora la dirigente nazionale Anvgd – ad una riparazione accettabile e dignitosa per una vicenda delicata. Il bilinguismo in Istria occidentale è tutelato già dal 1947, dagli accordi bilaterali Dini-Granić tra Italia e Croazia indipendente, nonché dallo Statuto della Regione Istriana e dalla legge sulle autonomie locali, che prevedono la più totale equiparazione e uso di entrambe le lingue in ogni ambito della vita pubblica e sociale. La legge sulle autonomie, in particolare, è stata recentemente emendata da Radin ed elenca tutti i siti abitati da comunità minoritarie in Croazia e le loro diciture ufficiali: nel caso in questione è specificato Rovinj-Rovigno».

Conclude la Prof.ssa Schürzel, la quale è esule di seconda generazione con origini rovignesi: «Non si può rimanere inerti di fronte a una simile infrazione nei confronti dei diritti della comunità italiana, che proprio a Rovigno vanta una storia plurisecolare ed ha oggi specifiche istituzioni che hanno testimoniato e affermano anche nell’attuale presente europeo la propria identità e dignità nazionale. La Croazia è attualmente alla presidenza dell’Unione Europea e ritengo che a maggior ragione dovrebbe essere sensibile ai nostri diritti ancora una volta negati».

L’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia si augura, infine, che future emissioni filateliche da parte delle poste croate dedicate alle località di insediamento dei nostri connazionali riportino da subito l’adeguata denominazione in croato ed in italiano.

 

Lorenzo Salimbeni

Responsabile comunicazione Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia