Centro di Documentazione Multimediale della Cultura Giuliana Istriana Fiumana Dalmata
August 7th, 2020
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Foiba Di Basovizza 01

Nuove commissioni bilaterali per la storia del confine orientale

Lo scorso novembre si è celebrato il trentennale (1989-2019) dalla caduta del Muro di Berlino, un momento storico che ha coinciso con la frantumazione dei Paesi ad ispirazione socialista e lo scioglimento dei due blocchi che avevano caratterizzato il secondo Novecento. Con gli anni Novanta è poi cominciato un percorso di riavvicinamento tra Stati che per decenni avevano tenuto rapporti diplomatici assai freddi. In questa prospettiva, lo smembramento della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia e la costituzione di nuove realtà nazionali come la Slovenia e la Croazia ha offerto all’Italia diverse prospettive di collaborazione.

Nel 1993 erano state istituite le Commissioni miste bilaterali storico-culturali tra Italia e Slovenia e tra Italia e Croazia: quest’ultima non ha praticamente neppure preso piede, la prima ha invece partorito il 27 giugno 2000 un documento che non ha riscontrato piena condivisione. Negli anni seguenti storici tedeschi e francesi hanno lavorato in maniera analoga, arrivando alla creazione di opere collettanee dedicate ai loro rapporti bilaterali, ed in occasione del centenario della Prima Guerra Mondiale molteplici sono state le pubblicazioni redatte congiuntamente da studiosi provenienti da Stati all’epoca in conflitto.

A vent’anni di distanza da quell’esperienza l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia – quale sigla che rappresenta in ogni Regione italiana la diaspora del mondo degli esuli d’Istria, Fiume e Dalmazia – chiede il rinnovo di quello strumento di cooperazione e l’istituzione di nuove Commissioni. Nel frattempo, infatti, l’adesione di Slovenia e Croazia all’Unione Europea e momenti di condivisione come il Concerto dei Tre Presidenti e la candidatura congiunta di Nova Gorica e Gorizia a Capitale Europea della Cultura 2025 hanno posto le basi per tentare di superare gli ostacoli culturali ancora esistenti, alla ricerca di un percorso che – nel rispetto delle identità di ciascuno – possa portare ad una sensibilità condivisa.

D’altro canto in Italia l’istituzione del Giorno del Ricordo (L. 92/2004) e la crescente attenzione istituzionale e dell’opinione pubblica nei confronti di tale ricorrenza civile, nonché gli sviluppi di una storiografia sul confine orientale visto non più come una pagina di storia locale, bensì come una complessa vicenda patrimonio della comunità nazionale, rappresentano i presupposti per una più matura riflessione.

Renzo Codarin