Radici di pietra e vento
Volentieri condividiamo quanto ricevuto dalla Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani fiumani e dalmati.
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Con la presente desidero mettermi in contatto con la Vostra Associazione per esprimere la mia profonda vicinanza e il mio profondo rispetto per l'opera di custodia della memoria storica che portate avanti con dedizione.
La storia dell'esilio, il dramma del distacco e la successiva ricostruzione di un'identità e di un futuro in terre nuove – in particolare il legame indissolubile con la realtà di Trieste – sono temi che toccano da vicino la mia sensibilità.
Di recente ho composto un testo questa poesia è intitolata "Radici di pietra e Vento", è diventata...
“Il diario di Pola” all’Archivio di Stato di Gorizia
Le carte del Regio Provveditorato agli Studi di Pola, conservate dall’Archivio di Stato di Gorizia, costituiscono una fonte di straordinario interesse per la conoscenza del sistema scolastico dell’Istria nella prima metà del Novecento. Trasferita a Gorizia poco prima del passaggio di Pola alla Jugoslavia, questa documentazione fu affidata a uno speciale Ufficio Stralcio incaricato di gestire le pratiche ancora aperte.
Oggi il fondo archivistico “Provveditorato agli studi di Gorizia – Ufficio stralcio di Pola (1908-1951)”, offre agli studiosi e agli appassionati di storia la possibilità di esplorare aspetti poco noti della scuola, della società e della vita quotidiana.
Se ne...
L’emigrazione giuliano-dalmata nel mondo
Il 15 marzo 1954 salpava da Trieste la prima nave carica di emigranti: centinaia di triestini ed istriani, che già avevano abbandonato le loro case sotto la pressione del regime comunista jugoslavo di Tito, salpavano verso l'Australia, il Sudafrica e le Americhe in cerca di migliori condizioni di vita. Negli anni precedenti, soprattutto attraverso i canali dell'IRO, l'Organizzazione Internazionale per i Rifugiati, migliaia di istriani, fiumani e dalmati avevano intrapreso quel percorso, che a sua volta si ricollegava a precedenti flussi migratori.
Per quanto il fenomeno sia stato studiato, in parte analizzato e consegnato alla memoria con la raccolta di testimonianze, mancava nel...
Le donne e l’Esodo giuliano-dalmata: memorie di una storia dimenticata
Durante l’esilio giuliano-dalmata, dall’armistizio del 1943 fino al dopoguerra, è stato fondamentale e straordinario il ruolo delle donne che hanno pagato prezzi altissimi e hanno dovuto affrontare esperienze di sradicamento, violenza e resilienza ancora poco conosciute. Attraverso testimonianze dirette e indirette, Giuseppina Mellace racconta l’accoglienza difficile in Italia, la vita nei campi profughi e le rinunce forzate. Il fil rouge sono le vicende di Egea Haffner, la bimba del manifesto del Giorno del Ricordo, e di Licia Cossetto, che dopo aver riconosciuto la salma della sorella Norma, barbaramente violentata e poi gettata in una foiba, è stata costretta ad abbandonare...
Esodo. Il silenzio di chi resta
La professoressa Katja Hrobat Virloget, direttrice del dipartimento di Antropologia e Studi culturali della facoltà di Studi umanistici dell’Università del Litorale di Capodistria, nelle sue ricerche, spesso di carattere interdisciplinare, si occupa di migrazioni e movimenti della popolazione, memoria, identità, patrimonio, folklore e mitologia.
In Esodo. Il silenzio di chi resta l'antropologa indaga le memorie dei rimasti dopo l’esodo: uomini e donne che nei turbolenti anni del secondo dopoguerra non hanno lasciato l’Istria assieme a gran parte della comunità italiana per raggiungere l’Italia; persone che sono rimaste in Jugoslavia e da maggioranza sono diventate minoranza....
“Tanto lontana terra” quadro musicale dedicato all’Esodo
“Tanto Lontana Terra” è un quadro musicale drammatico formato da 16 brani in cui l’alternanza tra voce recitata e cantata è scandita da silenzi e da squarci sonori eseguiti da un quartetto d’archi (due violini, viola e violoncello) e dal pianoforte.
La composizione del Maestro triestino Marco Podda - musicista, direttore, compositore dalla carriera internazionale - è stata data per la prima volta con successo nel 2023.
Al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia l’esecuzione di “Tanto lontana terra” rappresenta un modo poetico ed emozionante per tenere viva la memoria dell’esodo, nel Giorno del Ricordo e riflettere sul tema del superamento dei confini, fondamentale...
Amore e dolore nell’esodo dall’Istria
Si intitola La rosa dell’Istria, è un tv movie che farà luce, con un’angolazione "non politica, non ideologica", su una storia "poco raccontata" quella dell’esodo istriano. Liberamente ispirata al romanzo Chi ha paura dell’uomo nero? di Graziella Fiorentin (edizioni Mursia), La rosa dell’Istria, come spiega Verdiana Bixio, presidente della casa di produzione Publispei, "è una grande storia di amore, ma anche una storia che racconta cosa significhi essere o non essere a casa, come si vive lo sradicamento".
"Non è un film sulle persecuzioni di Tito – aggiunge Bixio – ma una storia intima sul dopo esodo, raccontiamo persone che hanno dovuto cercare salvezza, famiglie...
Mili muoi, l’esodo dei miei
“Mili muoi, così mi chiamava mia nonna…”
Carlo Colombo è un pianista, autore e cantante trevigiano, ma è anche un figlio di profughi giuliano-dalmati.
Ha deciso di affrontare lo spinoso tema dell’esodo dai territori dell’Istria e della Dalmazia a seguito dell’instaurazione della dittatura comunista della Yugoslavia di Tito dopo il 1945, vissuto in primis dalla sua famiglia sia paterna che materna.
Racconta storie di fughe via mare e via terra accompagnandosi con il pianoforte, l’ekatron e il Toy Piano; lo fa anche cantando canzoni d’epoca e canzoni originali che ha scritto appositamente per questo spettacolo.
Le testimonianze sono tutte dirette e acquisite sin...
La mia casa altrove, di Federica Marzi
Rimasta a Trieste per l'estate mentre i genitori Selma e Zeliko e la sorella Majda, più piccola, come ogni anno tornano in patria, in Bosnia, a Zvornik quest'anno, la giovane Amila comincia a lavoricchiare sul Carso, a Bristie, dando una mano nelle faccende domestiche a due anziani, Norina e suo marito, Mariano, esuli istriani riparati a Trieste nel dopoguerra.
Sono due famiglie 'straniere' le cui storie si intrecciano nella indefinita città di confine che è Trieste, famiglie dai sentimenti duri come pietre, inamovibili come montagne; solo un altro sentimento - leggero, fresco e inatteso - può rendere friabile e addomesticabile quel minerale e spingere all'autocomprensione e...
Il regista che per primo osò raccontare l’esodo istriano
Quando uscì nelle sale cinematografiche nel 1948 "La città dolente" riscosse poco successo, ma successivamente l'opera di Mario Bonnard è diventata un prezioso documento sull'esodo da Pola e sulle condizioni dell'Istria nell'immediato dopoguerra, allorché nella Zona B l'amministrazione militare jugoslava si manifestava in realtà come prima tappa di una sempre più palese annessione alla Jugoslavia comunista ben prima delle decisioni ufficiali della Conferenza di Pace.
Libero -...
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