Centro di Documentazione Multimediale della Cultura Giuliana Istriana Fiumana Dalmata
January 20th, 2021
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“Ricordare insieme, esuli e rimasti, i nostri defunti”

Il Presidente dell’Associazione Fiumani Italiani nel Mondo – Libero Comune di Fiume in Esilio Franco Papetti in occasione della Giornata dei Defunti ha dichiarato: “Avremmo voluto ricordare insieme, esuli e rimasti, i nostri defunti, così come ogni anno nella Cripta di Cosala di Fiume, ma la pandemia ha deciso per noi. Ciò rende il nostro pensiero ancora più forte nel desiderio di rimembrare e rendere omaggio a coloro che hanno disegnato le nostre orme”.
Papetti, attualmente anche vicepresidente della Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati, ha aggiunto: “Il pensiero è con tutti voi, Fiumani nel mondo, in questi giorni di ricordo e riflessione nel quale non possiamo esimerci dal ricordare due momenti fondamentali che hanno caratterizzato, con la loro importanza e portata storica, la riunione del 31 ottobre, in remoto, della nostra associazione”.
I due momenti che il Presidente ha inteso evidenziare sono legati alle ricorrenze di questi giorni, non solo di Ognissanti e Defunti ma anche storiche tout court. La sera del 29 ottobre 1918 il Comitato cittadino di Fiume (consiglio comunale allargato) si riunì nel salone della Filarmonica e decise di assumere il nome di “CONSIGLIO NAZIONALE ITALIANO” con alla Presidenza l’indimenticabile Antonio Grossich. Il giorno seguente, 30 ottobre, si decise di scrivere un proclama – manifesto da affiggere in città; nacque così il PROCLAMA DI ANNESSIONE ALL’ITALIA.
Naturalmente il Consiglio Nazionale Italiano sorse in opposizione a quello croato, che aveva fatto occupare, quello stesso giorno il Palazzo del Governo da alcuni militi e vi aveva insediato l’avvocato Riccardo Lenac in qualità di Conte supremo di Fiume.
Il 30 ottobre fu letto il Proclama compilato dal dr. Lionello Lenaz preventivamente approvato da Antonio Grossich e da Giovanni Rubinich, ai membri del Consiglio Nazionale radunatisi nella Sala del Consiglio Municipale, che lo approvarono all’unanimità.
Gli italiani di Fiume, stretti intorno al loro Consiglio Nazionale, facevano proprio il principio del diritto all’autodecisione dei popoli, propugnato dal presidente statunitense Thomas Woodrow Wilson.
Quasi cinquant’anni dopo, al raduno di Venezia del 29 e 30 ottobre del 1966, nella Sala del Consiglio della Provincia furono nominati i sessanta consiglieri che erano stati eletti dal referendum dei fiumani iscritti al Libero Comune di Fiume in esilio e nella riunione solenne presso il Palazzo Ducale vennero elette le cariche amministrative.
Personaggi che in questo momento vogliamo ricordare: Sindaco, Ruggero Gherbaz; Vice Sindaci, Carlo Descovich, Leone Spetz. Assessori: Aldo Andreanelli, Giuseppe Billà, Oscar Bhom, Aldo Di Pasquale, Augusto Grecele, Ireneo Raimondi Cominesi, Armando Sardi, Leone Spetz, Aldo Tuchtan, Cesare Venutti, Sergio Viti.
E insieme a loro tutta schiera di persone che hanno dato un fattivo contribuito al mantenimento della Fiumanità nel mondo e che ancora oggi ci aiutano a tracciare il percorso del nostro impegno. Una prece per tutti loro, per i nostri morti e per i nostri cari, affinché ci indichino la strada da seguire e ci rendano sempre più forti e coesi.