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July 17th, 2024
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Slovenia Vittime Comunismo

Appello di NSKS ed SSO per la riconciliazione della nazione slovena

Il Governo della Repubblica di Slovenia dovrebbe ritirare l’annullamento della Giornata nazionale della memoria per le vittime della violenza comunista

La recente e inaspettata decisione del Governo della Repubblica di Slovenia di annullare la giornata nazionale in ricordo delle vittime della violenza comunista (17 maggio) ha sorpreso molto l’opinione pubblica, anche tra gli sloveni all’estero. L’abolizione ha ulteriormente aggravato i rapporti in campo politico e anche tra la gente comune. Questo non va bene e va nella direzione opposta alla riconciliazione nazionale, di cui la nazione slovena ha bisogno.

I presidenti delle organizzazioni apicali slovene NSKS – Narodni svet koroških Slovencev (Consiglio nazionale degli Sloveni della Carinzia – Austria) ed SSO – Confederazione delle Organizzazioni Slovene (Italia) dott. Valentin Inzko e Walter Bandelj si sono fatti promotori dell’iniziativa per un appello pubblico al Governo della Repubblica di Slovenia, come anche per tutte le altre istituzioni statali, affinché si evitino azioni che portino o approfondiscono la storica contrapposizione ideologica. NSKS e SSO concordano con la dichiarazione dell’ex Presidente della Repubblica di Slovenia Borut Pahor sull’abolizione della giornata nazionale della memoria per le vittime della violenza comunista e invitano all’azione nello spirito della dichiarazione SAZU (Accademia slovena della Scienza e dell’Arte) sulla riconciliazione del popolo sloveno.

I presidenti di NSKS e SSO desiderano che questo appello possa essere espressione della comunità più ampia possibile e pertanto invitano tutti gli appartenenti alla minoranza linguistica slovena in Italia ed in Austria che sono d’accordo con questo appello ad esprimere il loro sostegno contattando l’ufficio di NSKS (+43 0463 512528 – office@nsks .at ) o SSO (+39 0481 536455 – gorica@ssorg.eu).

Finora sono state raccolte 101 firma da personalità culturali e politiche slovene provenienti dall’Austria e dall’Italia. La richiesta di firme sarà inviata nei prossimi giorni al Governo della Repubblica di Slovenia.

APPELLO

I sottoscritti membri della comunità nazionale slovena in Austria e in Italia

seguiamo con preoccupazione la decisione del governo della Repubblica di Slovenia di annullare la giornata nazionale in memoria delle vittime della violenza comunista durante e dopo la seconda guerra mondiale, fatto che aggrava ulteriormente i rapporti politici in Slovenia, nonché tra gli sloveni al di fuori dei confini della Repubblica di Slovenia. In questo senso, sosteniamo la dichiarazione dell’ex Presidente della Repubblica di Slovenia, Borut Pahor, datata 18 maggio 2023, soprattutto nella parte in cui afferma:

«Le vittime della violenza comunista ci sono indiscutibilmente state, su questo non c’è dubbio. A seguito della decisione del governo del primo ministro Golob, ora non esiste più una giornata nazionale in loro memoria. Questo non solo è cattivo e sbagliato, ma alla luce di altre decisioni di questo governo (l’abolizione o adesione del Museo dell’Indipendenza) è preoccupante. Tutte queste decisioni distruggono rapidamente e inutilmente il consenso sociale che si è stabilito negli ultimi 15 anni in merito ai discorsi e comportamenti politici appropriati riguardo alla nostra storia recente, che ha raggiunto il suo apice intellettuale e politico con la Dichiarazione Slovenska sprava (Riconciliazione slovena) della SAZU-L’Accademia Slovena delle Scienze e delle Arti»

La suddetta violenza comunista è già stata ampiamente e professionalmente provata storicamente, così come altri fatti: dall’occupazione e collaborazione fascista e nazista alla dittatura comunista del dopoguerra, che appartengono tutti alla storia della nazione slovena.

La nascita della Repubblica indipendente e democratica di Slovenia, per la quale la nazione slovena ha deciso all’unanimità nel plebiscito del 1990, ha aperto la strada alla riconciliazione nazionale, nella quale molti sloveni in patria, all’estero e nel mondo hanno sperato e tutt’ora sperano. La riconciliazione può avvenire se a ciascuna parte viene riconosciuto un ruolo paritario e insostituibile nell’organismo nazionale. Solo così sarà possibile guardare più liberamente e apertamente al futuro, che si apre soprattutto alle giovani generazioni della nazione slovena.

Noi sottoscritti facciamo appello a tutti i partiti politici in Slovenia, a cominciare dal governo della Repubblica di Slovenia, di astenersi da azioni che porterebbero ad un’ulteriore disastrosa separazione. Sosteniamo fermamente il lavoro delle istituzioni statali nello spirito della Dichiarazione SAZU sulla riconciliazione, e ancor prima con un’osservanza più coerente dei principi fondamentali della costituzione slovena e delle carte europee e in conformità con gli impulsi che hanno incoraggiato la nazione slovena a creare uno stato democratico e libero e a partecipare pienamente al processo di integrazione europea. Quest’ultima nasce dalla convinzione dei padri dell’Europa moderna che lo sviluppo e la cooperazione sono possibili solo sulla base della pace, sia tra le nazioni che all’interno della nazione stessa.

Firmato: 

  1. Valentin Inzko, presidente NSKS
  2. Walter Bandelj, presidente SSO
  3. Julijan Čavdek, segretario provinciale Slovenska skupnost
  4. Franca Padovan, sindaco del Comune di San Floriano/ Števerjan
  5. Marjan Drufovka, vicesindaco del Comune di San Floriano/ Števerjan
  6. Filip Hlede, vicepresidente SSO per Gorizia
  7. Drago Štoka, avvocato, ex segretario e consigliere regionale SSk ed ex presidente SSO
  8. Adrijan Pahor, professore
  9. Mirjam Bratina, professoressa
  10. Jurij Paljk, direttore responsabile del settimanale Novi glas
  11. Ivo Jevnikar, presidente della copperativa Mladika
  12. Danijel Devetak, giornalista presso il Novi glas
  13. Stefania Beretta, SSO
  14. Michele Coren, membro del CDA SSO
  15. Alessandro Quinzi, storico dell’arte ed esperto nella conservazione delle belle arti
  16. Jana Bandelj, sportiva
  17. Blaž Kersevan, SCGV Emil Komel
  18. Andrej Černic, giornalista
  19. Manuela Quaranta Spazzapan, medico
  20. Damijan Terpin, avvocato ed ex segretario regionale SSk
  21. Albert Devetak, SSO
  22. Tatjana Oletič, Slovenska prosveta
  23. Martina Valentincic, avvocato ed assessore presso il Comune di San Floriano del Collio/Števerjan
  24. Marija Doroteja Brecelj, vicepresidente SSO per Trieste
  25. Tomaž Simčič, presidente Slovenske prosvete
  26. Loretta Primosig, membro del CDA SSO
  27. Jordan Ferletič, insegnante
  28. David Bandelj, professore
  29. Matej Terpin, imprenditore
  30. Avguštin Devetak, imprenditore
  31. Andrej Čavdek, tecnico, scout e sportivo
  32. Marko Černic, membro del CDA SSO
  33. Marjan Kravos, presidente Conferenza slovena San Vincenzo de Paoli e dirigente scolastico in pensione
  34. Susanna Scuderin, SSO
  35. Ilaria Bergnach, presidente SKPD F. B. Sedej
  36. Andrej Vogrič, direttore sportivo AŠD Olympia
  37. Bernardo Spazzapan, medico
  38. Nadia Fabris, cantante
  39. Štefan Čavdek, impiegato settore commercio
  40. Goran Rustja, medico
  41. Anna Wedam, vicepresidente SSO Udine
  42. Jan Leopoli, redattore presso i programmi sloveni RAI FVG
  43. Claudio Peric, vicepresidente SKPD Hrast
  44. Katja Bandelli, insegnante
  45. Damijan Podversič, viticoltore
  46. Lucija Lavrenčič, insegnante
  47. Bruna Cijak, profesoressa
  48. Andrej Štekar, impiegato bancario
  49. Alenka Legiša, pensionata
  50. Martin Drufovka, imprenditore
  51. Marija Tercic, insegnante
  52. Erika Jazbar, giornalista
  53. Veronika Terpin, economista
  54. Tatjana Devetak, imprenditrice e consigliera comunale
  55. Janez Terpin, imprenditore
  56. Karen Ulian, insegnante
  57. Kristjan Tommasi, dipendente pubblico e consigliere comunale
  58. Ana Saksida, operatrice culturale
  59. Andrea Sirk, ingegnere ed in imprenditore
  60. Adriano Corsi, imprenditore, ex sindaco
  61. Dimitri Tabaj, dentista e storico
  62. Nerina Devetak, imprenditrice e operatrice culturale
  63. Ezio Gosgnach, direttore del Quindicinale di informazione della comunità slovena della Provincia di Udine
  64. Martin Brecelj, giornalista e operatore culturale
  65. Breda Sussi, giornalista ed operatrice culturale
  66. Mauro Leban, pensionato, scout ed ex direttore del Mladinski dom
  67. David Grinovero, operatore culturale, politico
  68. Niko Klanjšček, pensionato e operatore culturale
  69. Marko Bukovec, impiegato bancario
  70. Danijel Čotar, agronomo e pubblicista
  71. Marilka Koršič, farmacista in quiescenza e politica
  72. Lorenzo Persoglia, ferroviere, operatore culturale e politico
  73. Paolo Posilippo, professore
  74. Miloš Čotar, agronomo e presidente ZSKP
  75. Fulvia Premolin, direttrice scolastica in quiescenza ed ex sindaca
  76. Matevž Čotar, giornalista presso il settimanale Novi glas
  77. Annamaria Balduzzi, imprenditrice in pensione
  78. Anka Peterlin, professoressa
  79. Marko Brajnik, pensionato e operatore culturale
  80. Martina Šolc, insegnante
  81. Peter Černic, professore
  82. Karlo Nanut, professore
  83. Mario Černic, dirigente scolastico in quiescenza
  84. Benjamin Černic, pensionato e politico
  85. Alenka Soban, impiegata
  86. Dimitrij Brajnik, imprenditore
  87. Maurizio Peric, membro del circolo SKPD Hrast
  88. Marko Oraže, segretario organizzativo NSKS
  89. Milena Ošina, segretaria NSKS
  90. Nanti Olip, presidente ZNP (Assemblea dei rappresentanti nazionali – Klagenfurt)
  91. Jože Wakounig, membro ZNP
  92. Martina Grahonja, professoressa
  93. Simon Terpin, imprenditore
  94. Joza Picej, membro ZNP
  95. Franka Žgavec, presidente del Kulturni center Lojze Bratuž
  96. Zalka Kelih-Olip, pensinata ex segretaria generale della KKZ (Unione culturale cristiana – Klagenfurt)
  97. Janko Krištof, presidente KKZ
  98. Mons. Renato Podbersič, parroco a Savogna d’Isonzo, Gabria-San Michele del Carso e Rupa-Peci
  99. Don Karlo Bolčina, vicario per i credenti di lingua slovena presso l’Arcidiocesi di Gorizia
  100. Janez Povše, regista e operatore culturale
  101. Fabio Pahor, imprenditore