Centro di Documentazione Multimediale della Cultura Giuliana Istriana Fiumana Dalmata
December 1st, 2020
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Commemorato Nazario Sauro, martire dell’italianità istriana

A Trieste il caldo d’agosto nel pacificato crocevia della frontiera orientale spinge ogni uomo di sorta alla ricerca di un po’ di frescura; tanto in città come in periferia si respira l’aria torrida delle grandi divisioni del ‘900. Eppure nonostante tutti quanti cerchino l’ombra sotto alle effigi imperturbabili che popolano le piazze, di brezza non v’è traccia se non in quella cultura popolare che lega la città ad un vento ben più dirompente: la bora. In piazzale Marinai d’Italia, raggiungibile seguendo la strada principale che dalla stazione centrale porta alla vecchia stazione di Campo Marzio, c’è una figura bronzea, quella di Nazario Sauro, il cui vestito viene leggermente mosso dal vento. Morì impiccato dalle autorità austro-ungariche per alto tradimento il 10 agosto del 1916. Il capodistriano volge le spalle ad un mare che conosceva molto bene per guardare verso una città che era divenuta parte dell’Italia solo un anno dopo la sua scomparsa. Lo sguardo austero è lo stesso con il quale Sauro ascoltò la sentenza emessa dal presidente del tribunale Giuseppe Kahler. Secondo quanto ricostruito dall’ammiraglio Carlo Pignatti Morano, in guerra superiore diretto di Sauro, sulla base delle testimonianze del cappellano don Giovanni Tul e della moglie del carceriere Blasevich, «l’accusato rimase del tutto calmo durante la pubblicazione della sentenza». Questa statua a distanza di così tanto tempo proietta sul presente luci ed ombre di una città divisa nel suo sentimento di appartenenza.

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«Ogni strada, ogni via, ogni angolo di Trieste ha del nome, del letterario, o del reale un fatto o un uomo che sono vissuti o morti per un ideale»: così ha esordito il Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza nel suo discorso durante la cerimonia per la 104esima commemorazione della morte di Nazario Sauro. In un piazzale Marinai d’Italia gremito dalla folla, nonostante l’afoso pomeriggio d’agosto, si è svolta la deposizione della corona ai piedi del monumento bronzeo del Tenente di vascello capodistriano.

Le massime autorità civili e militari, componenti del consiglio comunale e regionale, nonché la senatrice del Partito democratico Tatjana Rojc, hanno formato un semicerchio attorno alla statua di Sauro unendosi ai colori dei labari delle associazioni combattentistiche d’arma e delle associazioni degli esuli ed ai triestini convenuti. Messaggi di adesione alla cerimonia sono giunti dall’On. Debora Serracchiani e dall’Assessore regionale Pierpaolo Roberti, impossibilitati a partecipare all’evento.

La celebrazione della Medaglia d’oro al valor militare richiama ogni anno l’interesse e le polemiche sui simboli di una città di frontiera che scelse la sua appartenenza all’Italia. «L’esperienza del Territorio libero nel secondo dopoguerra non bastò a placare il sentimento locale di amor patrio per il quale Nazario Sauro aveva dato la vita ventinove anni prima» ha affermato durante la cerimonia Fulvio Sluga, presidente del Comitato Onoranze. Secondo Sluga, infatti, il filo conduttore che lega il martire capodistriano alla città di Trieste risiede nel senso di appartenenza ad un Tricolore che, parafrasando il pensiero del Sindaco, si declina in «Patria, famiglia, lavoro, educazione e senso civico».

La cerimonia può essere vista sul canale YouTube del Centro di Documentazione Multimediale della Cultura giuliana istriana fiumana e dalmata.

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In precedenza una corona era stata collocata pure al cippo che ricorda l’irredentista istriano nel Parco della Rimembranza del capoluogo giuliano. Le note misure precauzionali anti-Covid hanno costretto il Comitato Onoranze a Nazario Sauro a svolgere un programma più snello rispetto alle consuete commemorazioni che avvengono nel giorno in cui nel 1916 Sauro fu impiccato a Pola dalle autorità asburgiche che lo avevano fatto prigioniero al termine di una sfortunata incursione del sommergibile Pullino nel Carnaro. Proseguendo sulla scia di un lavoro avviato in occasione del centenario dell’impiccagione di Sauro è comunque intento del Comitato provinciale di Trieste dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (che fa parte del Comitato Onoranze) e del Centro di Documentazione Multimediale della cultura giuliana, istriana, fiumana e dalmata sviluppare un percorso di ricerche storiche dedicato a Sauro, recuperando materiale edito negli anni del primo dopoguerra, testimonianze e documenti inediti che possano delineare in maniera più completa la figura di questo grande patriota.

Andrea Altin

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