Centro di Documentazione Multimediale della Cultura Giuliana Istriana Fiumana Dalmata
October 27th, 2020
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Milano riconosce i sacrifici dell’italianità adriatica

La Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati si congratula con il Comitato Pro-Monumento di Milano per la realizzazione della lapide “A perenne memoria dei martiri delle foibe, degli scomparsi senza ritorno e dei 350.000 esuli  dalla Venezia Giulia, dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia 1943-1954”. La sinergia che ha unito Movimento Nazionale Istria, Fiume e Dalmazia (promotore del progetto), comitato provinciale di Milano dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e DalmaziaAssociazione Italiani di Pola e dell’Istria – Libero Comune di Pola in EsilioAssociazione Fiumani Italiani nel Mondo – Libero Comune di Fiume in EsilioAssociazione Dalmati Italiani nel Mondo – Libero Comune di Zara in Esilio e  Centro Mondiale della Cultura istriana-fiumana-dalmata rappresenta lo stesso spirito che informa l’azione di FederEsuli nel coordinare l’attività di tutte le sue componenti verso obiettivi condivisi.

Un ringraziamento viene rivolto anche all’amministrazione comunale di Milano per aver portato a compimento l’iter riguardante la realizzazione del monumento. Il Comitato Pro-Monumento aveva trovato un interlocutore nella giunta del precedente Sindaco Giuliano Pisapia, il quale era stato in precedenza uno dei pochi parlamentari a votare conto l’istituzione del Giorno del Ricordo, ed ora il Sindaco Giuseppe Sala ha onorato il suo impegno a lavorare per la costruzione della Memoria. Di grande sensibilità da parte del primo cittadino milanese è stata la volontà di coinvolgere nell’inaugurazione i Sindaci di Trieste Roberto Dipiazza e di Gorizia Rodolfo Ziberna, in rappresentanza della Venezia Giulia, la regione mutilata dal Trattato di Pace del 10 febbraio 1947 dopo aver subito le stragi, le deportazioni e l’occupazione dell’esercito partigiano jugoslavo del leader comunista Tito.

Il capoluogo lombardo, ancorché devastato dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, seppe d’altro canto accogliere nell’immediato dopoguerra molteplici famiglie di esuli istriani, fiumani e dalmati, che si inserirono nel tessuto sociale cittadino e furono protagonisti dello sviluppo di quella che sarebbe ben presto tornata ad essere una delle città più importanti d’Europa. Sabato scorso Milano ha voluto riconoscere non solo le radici e le tragiche vicende di questa sua comunità, martoriata dalla storia però sempre fiera tanto della sua provenienza quanto della sua italianità, ma anche inserirsi a pieno titolo nel novero delle città che hanno recepito il messaggio della Legge istitutiva del Giorno del Ricordo (L.92/2004), non limitandosi alle cerimonie del 10 Febbraio.

Fondamentale per la realizzazione dell’opera è stato il sostegno economico erogato dalla Fondazione Bracco. Quest’ultima, oggi presieduta da Diana Bracco, origina da una grande impresa farmaceutica fondata da Fulvio Bracco, chimico originario di Neresine  (località dell’isola di Lussino nel Golfo del Carnaro), e che testimonia il contributo che gli italiani dell’Adriatico orientale hanno da sempre fornito allo sviluppo culturale, sociale ed economico dell’Italia.

Questo monumento, ideato dal grafico e scrittore Piero Tarticchio, un esule istriano la cui famiglia fu sconvolta da molteplici lutti ad opera dei partigiani comunisti jugoslavi, costituirà un quotidiano riconoscimento al martirio dell’italianità adriatica.

Prof. Avv. Giuseppe de Vergottini
Presidente della Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati