Per Norma un fumetto senza paura
La disumana uccisione della giovane eroina in una graphic novel
di Elena Barlozzari - 07/02/2018
Roma - Il libro Foiba Rossa-Norma Cossetto: Storia di un'Italiana, la graphic novel allegata da oggi a Il Giornale, è stata presentata ieri alla Camera dei deputati.
Moderatore dell'evento, l'inviato di guerra Gian Micalessin ha aperto la tavola rotonda con un'immagine: quella della foiba di Basovizza circondata dal filo spinato. Un non luogo dove sino a qualche decennio fa era vietato l'accesso e, con esso, il ricordo dei desaparecidos della nostra storia.
Norma Cossetto gettata nell'abisso di Villa Surani dopo esser stata ripetutamente stuprata da un branco di...
Foiba rossa. Norma Cossetto, storia di un’italiana
Verrà presentato martedì 6 febbraio alle ore 17:30 presso la Sala Regina della Camera dei Deputati, a cura della casa editrice Ferrogallico, la graphic novel "Foiba rossa. Norma Cossetto, storia di un'italiana", scritto da Emanuele Merlino e disegnato da Beniamino Delvecchio.
Norma Cossetto, studentessa di 23 anni, fu torturata, violentata, infoibata nelle giornate di settembre del 1943 da partigiani comunisti titini. Sono passati più di 70 anni. Le indescrivibili violenze anti-italiane in Istria, che culminarono in due fiammate tremende fatte di deportazioni, uccisioni sommarie, sevizie, annegamenti, infoibamenti - la prima, nei mesi successivi all'armistizio dell'8 settembre...
«Io, a 97 anni ultimo testimone oculare delle stragi delle foibe»
di Lucia Bellaspiga, inviata a Latisana (Udine) sabato 6 gennaio 2018
La testimonianza di Giuseppe Comand, consapevole di essere l’ultimo degli uomini che videro risalire a “grappoli” i corpi degli italiani innocenti.
«L’odore dei corpi in decomposizione era pestilenziale, l’aria irrespirabile fino a chilometri di distanza. I miei compagni coraggiosi, Vigili del Fuoco di stanza a Pola, buttavano giù cognac prima di calarsi nella foiba: scendevano per centinaia di metri con due corde e una specie di seggiolino, mettevano il cadavere nella cassa e davano quattro colpi di corda, il segnale per dire tiratemi su».
Un secolo di vita non è bastato a Giuseppe...
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