Esodo giuliano dalmata: i centri di raccolta profughi in Italia
Stazione terminale della via crucis dell’esodo del 90% della comunità italiana radicata da secoli sulle coste dell’Adriatico orientale, i 109 Centri Raccolta Profughi sparpagliati nel territorio italiano, isole comprese, hanno rappresentato anche per anni e lustri la squallida accoglienza per migliaia di istriani, fiumani e dalmati nell’immediato dopoguerra.
Vecchie caserme, ex campi di prigionia del periodo bellico e scuole furono adattati ad accogliere in assoluta promiscuità ed in condizioni igienico-sanitarie oltremodo precarie centinaia di nuclei famigliari, che restavano a lungo separati dai parenti, dalle amicizie della località d’origine e spesso accolti con...
Requiem per il Giorno del Ricordo
Dalla scienza alla deficienza il confine è labile. Le difficoltà che si incontrano nel panorama italiano nell’affrontare temi “scottanti”, che portano alla ribalta momenti storici convulsi sono note.
Lo sono ancora di più quando questi temi appartengono a un passato relativamente vicino, per alcuni forse ancora troppo per dare la loro disponibilità nel discutere le proprie convinzioni che, per quanto giuste o sbagliate possano sembrare, meriterebbero certo un ulteriore approfondimento scientifico che ponga come unico obiettivo la ricerca di una verità storica in senso assoluto, senza mettere in gioco partitismi di sorta.
L’oggettività nella disciplina storica, per cui la...
“Damnatio memoriae”
Annamaria Muiesan, piranese, ne ” Il mio tailleur rosso dai bottoni di bambù ” si pone delle domande su che cos’è la memoria. ” Uno strumento per trarre insegnamento dalle esperienze
vissute o per far sorgere in noi, ansie, tormenti, rimpianti ?”
Le esperienze vissute.Parlando, confrontandomi con parenti, amici, conoscenti, con gli Esuli, non c’è mai stato qualcuno che si sia detto pentito della scelta fatta. Mai pentiti di aver voluto continuare ad appartenere a quella Patria in cui eravamo nati, mai pentiti di aver preso, con angoscia, la terribile decisione dell’abbandono.
Per me che cos’è la memoria ? Come la vivo ? E’ certamente ansia: Quell’affanno che mi...
Il mare Adriatico, lago di Venezia
La Serenissima garantì quella convivenza etnica demolita dal divide et impera asburgico
I primi a provarci furono i più ferventi sostenitori del Regno dei Serbi, Sloveni e Croati sorto al termine della Prima Guerra Mondiale, nel corso della Seconda Guerra Mondiale si cimentarono gli ustaša prima e in seguito i nazionalisti croati che si erano infiltrati nell’Esercito Popolare di Liberazione della Jugoslavia di Tito, venne infine il turno degli ultra-nazionalisti della Croazia indipendente negli anni Novanta: durante il secolo breve ci hanno provato davvero in tanti a scalpellarli o a farli saltare in aria, ma i leoni alati della Repubblica di Venezia scolpiti resistettero e...
Il Villaggio San Marco a Carpi degli esuli da Istria e Dalmazia
MODENA – Il Villaggio San Marco, allestito nel 1954 all’interno del campo di Fossoli di Carpi, ospitò 250 famiglie italiane provenienti da Istria e Dalmazia, alcune di queste vi rimasero per 16 anni.
Le testimonianze, i ricordi, le analisi storiche di questa vicenda sono state raccolte ora in un volume, scaturito dal convegno nazionale che si svolse a Carpi nel 2013 in occasione dei 60 anni del villaggio.
La produzione editoriale, curata da Luigi Vallini, è promossa dall’associazione Venezia Giulia e Dalmazia in collaborazione con Comune e Provincia di Modena e Comune di Carpi.
Nel corso della presentazione alla stampa del volume Gian Carlo Muzzarelli, presidente della...
FederEsuli sostiene un’Unione Italiana unitaria ed autorevole
Convocato dal Presidente Antonio Ballarin, sabato 3 marzo a Mestre (Venezia) si è riunito l’Esecutivo della Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati.
Assente il presidente per ragioni di salute, l’incontro è stato presieduto da Renzo Codarin, Presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e si è svolto alla presenza dei presidenti delle associazioni federate: David Di Paoli Paulovich per l’Associazione delle Comunità Istriane, Guido Brazzoduro per Fiumani Italiani nel mondo –Libero Comune di Fiume in esilio, Tito Sidari, per il Libero Comune di Pola in esilio e Franco Luxardo per i Dalmati Italiani nel mondo...
Quarantotti Gambini e la primavera triestina che non è mai passata
Mondadori ripubblica il testo esaurito da tempo sui giorni tesi e confusi tra l’aprile e il giugno 1945
«Sempre il solito difetto degli italiani: scambiare per essenziali le cose che fanno più colpo e che in realtà sono marginali o superflue». Pier Antonio Quarantotti Gambini fotografa così la situazione italiana il 29 aprile 1945, quando arriva la notizia che Mussolini è stato impiccato. E aggiunge: «Gli italiani che hanno ucciso Claretta, non si accorgono che l’ala della storia batte sulle Alpi Giulie». Parole che risuonano con lancinante attualità oggi che la scena politica italiana ed europea è attraversata da scosse sempre più minacciose e si ha...
Alfano ricorda la tragedia di Arsia: 185 minatori italiani morti
Il ministro degli Esteri Angelino Alfano ha ricordato attraverso una nota diffusa dalla Farnesina la tragedia di Arsia, in Istria, avvenuta il 28 febbraio 1940. Un dramma nel quale hanno perso la vita 185 minatori italiani, in quello che è ad oggi il più grave incidente sul lavoro dell’intera storia nazionale.
“Rivolgo il mio più sentito ringraziamento a tutti gli italiani all’estero – ha sottolineato Alfano – per l’impegno, la serietà e la passione con la quale svolgono quotidianamente la propria attività lavorativa, a volte in condizioni avverse e anche fino al supremo sacrificio, contribuendo così a consolidare l’immagine dell’Italia nel mondo...
Il silenzio dei vivi
Pubblichiamo questa bellissima poesia scritta dal nostro socio Giorgio Valdes di Sestu (CA)
Il silenzio dei vivi
Sono chini gli sguardi
e le ferite sanguinano
sul prato di margherite
e sugli stivali degli aguzzini.
Pochi istanti ancora
per sperare di morire
con la carezza del sole e del vento
affidando l’ultimo respiro
agli oleandri in fiore.
Ma l’inghiottitoio è vicino,
in esso il buio è denso
come lava d’orrore.
Pietà implorano i vinti
con una pallottola dritta nel cuore.
Ma solo un colpo v’è nella pistola,
al primo della fila è destinato.
Egli sarà il peso arreso e muto
trascinatore del treno d’uomini
verso l’abisso di rocce...
Le persecuzioni dei preti nell’Istria di Tito
Il volume di Pietro Zovatto ricorda modalità e vittime della politica antireligiosa jugoslava
ella storia del confine orientale italiano il fattore religioso ed i sacerdoti hanno svolto spesso un ruolo di prima fila. A partire dal tardo Ottocento, allorché il clero slavo dell’entroterra goriziano, triestino ed istriano si adoperò per consolidare la coscienza nazionale slovena e croata: si trattava di quelle che Engels definì “nazioni senza storia”, ma in tale contesto prendevano forma per contrapposizione al sempre più vigoroso irredentismo italiano e sotto la protezione delle autorità del cattolicissimo impero austro-ungarico. L’Imperatore Francesco Giuseppe,...
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