Lussinpiccolo, l’isola perduta di Sepúlveda
Il grande scrittore Luis Sepúlveda è morto il 16 aprile nell'ospedale di Oviedo in Spagna a causa del Covid-19. Nel suo libro "Le rose di Atacama" ha dedicato un intenso racconto a Lussinpiccolo, a cui era molto legato. Osservatorio Balcani e Caucaso - Transeuropa lo ha pubblicato in sua memoria per gentile concessione della casa editrice Guanda.
Si chiama Lussinpiccolo e vista dall'alto sembra una macchia ocra nel mare Adriatico, davanti alla costa di un paese che un tempo si chiamava Jugoslavia. Ci capitai una volta senza grandi progetti né scadenze, e in una vecchia casa di Artatore scrissi a mano quello che sarebbe diventato il mio primo romanzo.
Ovunque fiorivano susini,...
Ravignani, vescovo istriano della beatificazione di don Bonifacio
Monsignor Eugenio Ravignani, venuto a mancare la notte del 7 maggio scorso, era anche lui un figlio dell’Istria, essendo nato nel 1932 a Pola, entrata a far parte d’Italia alla fine della Prima guerra mondiale. Lasciò la sua città natale nel 1946 per intraprendere gli studi seminariali a Trieste (all’epoca entrambe le località giuliane facevano parte della Zona A sotto amministrazione militare anglo-americana), proseguirli a Vittorio Veneto e terminarli nuovamente nella città di San Giusto. Qui nel 1955 sarebbe stato ordinato presbitero da un suo corregionale, il rovignese monsignor Antonio Santin, il cui successore, mons. Lorenzo Bellomi, lo avrebbe consacrato Vescovo di Vittorio...
L’Arena di Pola di aprile 2020
Cari Amici Lettori de L'ARENA DI POLA, cari Soci del'AIPI-LCPE,
come potremmo definire questo mese appena concluso? Strano? Inaspettato? Auspicabilmente unico? Molti gli eventi, le situazioni e le notizie che ha riunito. Li troviamo riassunti nel titolo della prima pagina dell'Arena di aprile in distribuzione:
FRA PASQUA E VIRUS - ANNIVERSARI E ATTESA,
Come d'uso, qui di seguito qualche anticipazione del sommario:
• Gli Auguri pasquali nel disegno dell'affezionata socia Silvia Sizzi
• Il Giorno del Ricordo ha 16 anni
• il 25 aprile a Trieste
• Lo svarione storico geografico RAI sull'Istria – il carteggio con Lorenzo Salimbeni
• Il 30 aprile 1945 a Trieste
• Toni...
Nella battaglia di Opicina c’erano già le tensioni della Guerra fredda
Gli eventi che sono stati rievocati sul quotidiano Il Piccolo di Trieste il 30 aprile 2020 nell’articolo “La battaglia di Opicina del 30 aprile 1945. Così partigiani e alleati sbaragliarono i nazisti” forniscono spunti per ulteriori riflessioni sulla situazione locale e internazionale di quell’ultima primavera di conflitto. Si può fare ad esempio riferimento a Leone Veronese Jr. "1945 la battaglia di Opicina" (Luglio, Trieste 2010) ed al lavoro basato su fonti d’intelligence britannica “Flashpoint Trieste. La prima battaglia della Guerra Fredda” di Christian Jennings (Leg, Gorizia 2017), da cui si evince che le operazioni militari dell’alto Adriatico erano senz’altro...
Francesco Zuliani costruttore di legami tra rovignesi
Esule da Rovigno d’Istria e dopo aver vissuto a lungo a Udine, è venuto a mancare a Milano, a breve distanza dall’amata consorte Mariuccia, rovignese anche lei, l’ingegner Francesco Zuliani, ex presidente della Famìa Ruvignisa, l’associazione che riunisce gli esuli ed i discendenti degli esuli dalla cittadina istriana.
Per quasi 15 anni era stato «guida autorevole – come lo ricordano in una nota Donatella Schürzel, presidente del Comitato provinciale di Roma e Vicepresidente nazionale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Giuliana Budicin, consigliere ANVGD Roma e nazionale – dirigente Mailing list Histria, Gianclaudio de Angelini, consigliere ANVGD...
Il Dalmata di maggio 2020
Può essere qui scaricato gratuitamente in formato Pdf il numero di maggio 2020 de "Il Dalmata", periodico dell'Associazione Dalmati Italiani nel Mondo - Libero Comune di Zara in Esilio:
Il Dalmata 108b_20 digitale
Segnaliamo in particolare l'intervista realizzata grazie al Dott. Emanuele Merlino al Senatore Luca Ciriani in merito alla possibile restituzione dell'ex "Balkan" di Trieste alla minoranza slovena.
La liberazione (effimera) di Trieste avvenne il 30 aprile
Com’è risaputo, la liberazione della Penisola dall’occupazione nazifascista, simboleggiata dalla festa del 25 Aprile, a Trieste e nella Venezia Giulia non rappresentò altro che il prologo dell’insediamento in questi territori di un’altra dittatura. Più che di liberazione, infatti, per le nostre terre a conti fatti si può parlare di tentativo – più o meno riuscito – di rioccupazione da parte della Jugoslavia comunista. Al noto grido di “L’altrui non vogliamo, il nostro non diamo” i cosiddetti liberatori concentrarono le loro forze per arrivare prima degli alleati su Gorizia, Trieste e l’Istria, soprassedendo in un primo momento alle più logiche velleità di...
Il catalogo della mostra “Come eravamo”
L'I.R.C.I. (Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata) di Trieste ha pubblicato online il catalogo della mostra "Come eravamo" a cura di Piero Delbello, allestita presso gli spazi espositivi della sede di via Torino nell'inverno 2019-2020: http://www.irci.it/irci/ComeEravamo/


Diaspore italiane
"Diaspore italiane - Italy in movement" è stato un simposio sorto da una collaborazione tra tre diverse organizzazioni dell’emigrazione italiana - un'agenzia attiva nel sociale e nella cultura, un istituto del terzo settore ed un museo - ognuna profondamente connessa con la comunità, le istituzioni e la cultura di una città cosmopolita che è anche l'emblema dell'esperienza migratoria e della diaspora italiana (New York, Melbourne e Genova).
Questa prima conferenza internazionale nel suo genere ha riunito ricercatori e professionisti provenienti da Australia, Stati Uniti, Italia e altri luoghi per esplorare le vicissitudini degli italiani e dell'identità italiana negli spazi...
L’esodo da Rovigno per il terrore titino
di Elio Varutti - 27/03/2020
Fonte:
La fuga da Rovigno scatta il 18 luglio del 1951 per Riccardo Simoni, di dieci anni e i suoi familiari; ecco il suo racconto. “Da Zara, da Fiume e, nel 1947, da Pola l'esodo è rapido e spesso drammatico così come da molte cittadine all'interno dell'Istria – spiega Simoni – A Rovigno, prima del 1951 vediamo arrivare studenti italofoni di Pisino per la chiusura del loro Liceo italiano. Ma Rovigno era ancora una città compattamente italiana, e italiane erano le scuole sino alle superiori. La maggioranza di noi non conosceva il croato. Con le seconde Opzioni del 1951 Rovigno vede rapidamente scomparire la maggioranza della popolazione...
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