Centro di Documentazione Multimediale della Cultura Giuliana Istriana Fiumana Dalmata
September 27th, 2021
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Madri nel gulag di Tito

David Grossman racconta la tragica storia di Panić Nahir (Vera) e sua figlia, Tiana Wages (Nina), nella ex Jugoslavia Panić Nahir, nel romanzo La vita gioca con me di David Grossman (Mondadori, traduzione di Alessandra Shomroni) si chiama semplicemente Vera. Sua figlia Nina, nella realtà, è Tiana Wages. Eva aveva chiesto a David Grossman di scrivere la sua storia e quella di sua figlia. E lo scrittore israeliano aveva accettato di raccontarla a sua volta e reinventarla, a modo suo. Quando il libro è stato scritto, nel febbraio 2019, Eva ormai non c’era più. Così la sua storia molto conosciuta in ex Iugoslavia squarcia il velo delle tenebre sui gulag di Tito e, in particolare,...
Goli Otok Saglietti 3

Goli Otok, la memoria infranta

All’alba, Goli Otok è pallida. Grigia. Un’isola anonima contro cui s’infrangono le onde oleose del Quarnaro. Guardandola dalla terra ferma non si vede alcun tipo di vegetazione; non si scorgono né alberi né arbusti. Dall’acqua emerge solo una distesa di roccia livida e sterile. D’estate il sole secca ogni cosa, d’inverno il vento ghiaccia ciò che rimane. Nell’eterno rincorrersi tra vita e morte è sempre quest’ultima a vincere a Goli Otok. Guardandola, gli uomini hanno cominciato a chiamarla in molti modi: qualcuno l’ha definita “calva”, qualcun altro “nuda”. Ma l’aggettivo più adatto, forse, è “segreta”. Il dorso dell’isola, una scogliera alta...
Abisso Socialista 0

Sognando la libertà

Gabriella Chmet recupera le sue memorie di adolescente cresciuta nella Jugoslavia di Tito, tracciando un affresco spietato e ironico di una nazione che non esiste più e del suo dio-padrone Non era certo la (presunta) mancanza di sapori tra i barattolini dello yogurt, come dichiarò in un’occasione l’ex presidente croata Kolinda Grabar Kitarović, a rendere insipida e amara la vita nella Repubblica socialista federale di Jugoslavia. Ne sanno qualcosa i familiari delle migliaia di persone scomparse nel nulla, le centinaia di migliaia di esuli giuliano-dalmati costretti a lasciare ogni cosa per mettersi in salvo, i tanti perseguiti (e internati) politici, o quanti scappati...
Slovenia91

L’indipendenza slovena significò anche la fine di una dittatura comunista

I carri armati jugoslavi che se ne vanno e le bandiere con la stella rossa che vengono ammainate sono scene che portano alla memoria non solo l’indipendenza della Slovenia, di cui in questi giorni ricorre il trentennale, ma anche le giornate che vissero triestini, goriziani e polesani il 12 giugno 1945, quando terminò l’occupazione delle forze partigiane di Tito. Lunghe sarebbero ancora state le vicende del confine orientale prima che almeno Gorizia e Trieste rientrassero a tutti gli effetti nei confini della Repubblica italiana, mentre Pola stessa, il resto dell’Istria, Fiume e Zara continuarono a patire la persecuzione dell’italianità e la stretta liberticida del consolidarsi...
Pirano

Slovenia e Croazia litigano ancora per l’Istria

Guerre dell'ex Jugoslavia, 30 anni dopo: Lubiana reclama un corridoio di accesso alle acque internazionali, Zagabria non accetta la sentenza di arbitrato Trent’anni fa, il 25 giugno 1991, iniziò il decennio delle guerre in Jugoslavia. Slovenia e Croazia si dichiararono indipendenti, ma il presidente fasciocomunista della Serbia Slobodan Milosevic non accettò lo smembramento dell’ex dittatura di Tito, morto dieci anni prima. Il conflitto con la Slovenia si risolse in dieci giorni con qualche decina di morti. La guerra serbo-croata invece durò quattro anni, coinvolse la Bosnia e fu sanguinosissima: quasi centomila morti. Nel 1999, infine, l’appendice del Kosovo: per liberare la...
Tito

Le origini del Patto Balcanico del 1953

La Jugoslavia ha sempre segnato un unicum tra i Paesi satellite dell’Unione Sovietica. Lo Stato balcanico, a differenza degli altri, sin da subito ha cercato di trovare una propria determinazione sotto la forte spinta di Tito, anche mettendosi in competizione con Mosca. Il modello jugoslavo era considerato pericoloso e addirittura, sotto alcuni aspetti, non pienamente socialista. D’altro canto, i sovietici erano visti come soverchiatori. Ciò che segnò una rottura profonda tra i due Paesi fu il rifiuto di Belgrado per la costruzione di una federazione con la Bulgaria. A seguito di numerosi moniti posti da Stalin, il 28 giugno 1948 il Partito Comunista Jugoslavo (PCJ) venne espulso...
Bersa

La guerra al Regno di Jugoslavia

20 PUNTI (FERMI) SULLA GUERRA AL REGNO DI JUGOSLAVIA   * 25 marzo 1941: a Vienna, al Palazzo del Belvedere, il Regno di Jugoslavia sottoscrive un patto con le potenze dell'Asse, Germania e Italia, che sono in guerra contro Francia e Gran Bretagna; la Germania dal settembre 1939, l'Italia dal 10 giugno 1940. La Germania è anche legata all'URSS dal patto Molotov - Ribbentrop.   * 26 marzo 1941: a Belgrado un golpe militare (finanziato dagli Inglesi) esautora il governo legittimo, manda in esilio il Reggente Paolo (a favore del «re fanciullo» Pietro) e denuncia il patto del Belvedere   * 27 marzo 1941: Churchill annuncia di aver stretto un patto con il...
Jugo1941

«Italiani in Jugoslavia nel ’41, fu rappresaglia»

Violenze e massacri dei militari avvennero nel quadro di una complessa situazione nella regione balcanica.    Il recente ottantesimo anniversario dell'inizio delle operazioni militari italiane e tedesche nel Regno di Jugoslavia (6 aprile 1941) ha dato spunto ad alcuni storici - fra i quali in primo luogo Raoul Pupo e Marina Rossi - di riprendere la questione e di darne una lettura che - a nostro umile avviso - non rende un servigio esauriente alla causa della Storia. Quando si riferisce di violenze e di massacri occorre presentare all'opinione pubblica la verità storica nel suo giusto contesto, spiegandone il perché. In ogni decisione, in ogni azione vi è un perché....
GdR Bambina Valigia

Vogliono cancellare il 10 febbraio

Un libercolo di tal Eric Gobetti (che intende minimizzare e persino giustificare le foibe) e adesso il solito, stantio manifesto di intellettuali, neppure troppo qualificati, volto a chiedere alle massime istituzioni italiane un ennesimo riconoscimento dei crimini di guerra commessi dall’Esercito italiano in Jugoslavia durante la seconda guerra mondiale, appaiono due elementi di uno stesso, evidente disegno politico : quello di cercare di cancellare dal nostro calendario civile il Giorno del Ricordo, quel 10 febbraio (che sempre meno è oggi  motivo di manifestazioni pubbliche), istituito nel 2004  per non dimenticare le foibe e l’esodo Giuliano – Dalmata e Fiumano Noi che tra i...
Jugo1941

1941, l’implosione della prima Jugoslavia

La narrazione  controfattuale della peggior sinistra sull’invasione jugoslava delle regioni italiane di confine e la seguente mattanza e pulizia etnica continua a ripetere come detto in un precedente post, le solite stupidaggini giustificazioniste. La premessa è quella dell’aggressione fascista alla povera Jugoslavia nell’aprile del 1941. Al di là di certe fanfaluche vediamo come andarono i fatti. Con la caduta del primo ministro jugoslavo Stojadinović sembrò che l’amicizia tra Roma e Belgrado, rafforzatasi con i patti italo- jugoslavi del 1937 dovesse avere una brusca fine: tuttavia i rapporti con Belgrado sembrarono presto schiarirsi, tanto che Mussolini, in visita al fronte...