Centro di Documentazione Multimediale della Cultura Giuliana Istriana Fiumana Dalmata
August 11th, 2020
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Deportati Fiume Maggio 1945

L’azione dell’OZNA (poi UDBA) proseguì anche dopo il giugno 1945

TRIESTE – “Giornata della Liberazione dall’occupazione jugoslava” . Il 12 giugno 1945 è solo l’inizio di una lunga lotta per ristabilire la democrazia e riportare Trieste  all’Italia   Dopo il 12 giugno 1945, che sancisce l’inizio della liberazione dall’incubo jugoslavo,  non ci fu vera pace e sicurezza a Trieste non solo per gli italiani, ma anche per elementi della minoranza slovena non in linea con i comunisti di Tito. Da nuovi documenti di archivio e fonti giornalistiche dell’epoca, si può dedurre come per lungo tempo, a Trieste e in altre parti d’Italia fossero stranamente operative le varie sezioni per la Difesa del Popolo jugoslave (OZNA e poi...
01 1206 Trieste

Le celebrazioni del 12 giugno a Trieste, Gorizia e Monfalcone

Si sono svolte oggi a Trieste, Gorizia e Monfalcone celebrazioni ufficiali per la ricorrenza solenne del 12 giugno, neoistituita dalle rispettive amministrazioni comunali per commemorare il giorno del 1945 in cui terminò l'occupazione delle truppe partigiane jugoslave, che per quaranta giorni compirono deportazioni, uccisioni nelle foibe e persecuzioni non solo di ex fascisti, ma perfino di elementi patriottici antifascisti locali contrari all'annessione della Venezia Giulia alla Jugoslavia comunista di Tito. L’iniziativa è partita dal Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, la cui Giunta ha approvato la sua proposta di istituire la “Giornata della Liberazione della Città di...
Trieste 12 Giugno

Dopo il 12 giugno 1945 le stragi titine proseguirono

L’ingresso delle truppe jugoslave a Trieste, Gorizia, Fiume ed in Istria a inizio maggio del 1945 portò a compimento la trasformazione di una lotta di liberazione nazionale in un progetto espansionista che travalicava i confini internazionalmente riconosciuti della Jugoslavia prebellica. Ecco perché il 12 giugno 1945 può essere considerato come una liberazione per Trieste e Gorizia rispetto alla presenza violenta e seminatrice di lutti dei partigiani di Josip Broz “Tito”. Il 16 anche Pola visse una momentanea liberazione, ma per il resto dell’Istria e per Fiume proseguì sotto l’apparenza formale dell’amministrazione militare jugoslava il processo di assorbimento nel nascente...
Anna Cisint

A Monfalcone una targa ricorderà la ritirata jugoslava

di Barbara Costamagna - 28 maggio 2020 - Fonte: Radio Capodistria Il prossimo 12 giugno a Monfalcone verrà inaugurata una lapide che a settantacinque anni di distanza ricorda l'uscita delle truppe jugoslave dalla città. Un'iniziativa che non mancherà di creare polemiche. Ne abbiamo parlato con la sindaco Anna Cisint Dopo Trieste anche a Monfalcone si ricorderà la ritirata delle truppe jugoslave avvenuta il 12 giugno 1945, dopo quasi un mese e mezzo dall’entrata in città. "Si sta avvicinando la data del 12 giugno” ci racconta la sindaco di Monfalcone Anna Cisint, “e si stanno quindi completando i preparativi per la posa di una lapide commemorativa nella zona dell'ex...
Foiba Di Basovizza 01

La svolta di Trieste: il ricordo solenne della fine dell’occupazione rossa

Dopo la fine della Seconda guerra mondiale, i titini occuparono Trieste. Un incubo durato 40 giorni, culminato nelle foibe di Fausto Biloslavo - 28/05/2020 - Fonte: Il Giornale A Trieste la definitiva liberazione dagli orrori della Seconda guerra mondiale non è arrivata il 25 aprile, ma il 12 giugno 1945 dopo 40 giorni di occupazione del capoluogo giuliano delle truppe di Tito. E adesso questa data è diventata ricorrenza ufficiale grazie ad una proposta del sindaco Roberto Dipiazza. Il 12 giugno Trieste ricorderà solennemente “la giornata della liberazione della città dall’occupazione yugoslava”. Berlino celebra la caduta del muro, ma il capoluogo giuliano è la...
TitiniOpicinaCarriarmati

Nella battaglia di Opicina c’erano già le tensioni della Guerra fredda

Gli eventi che sono stati rievocati sul quotidiano Il Piccolo di Trieste il 30 aprile 2020 nell’articolo “La battaglia di Opicina del 30 aprile 1945. Così partigiani e alleati sbaragliarono i nazisti” forniscono spunti per ulteriori riflessioni sulla situazione locale e internazionale di quell’ultima primavera di conflitto. Si può fare ad esempio riferimento a Leone Veronese Jr. "1945 la battaglia di Opicina" (Luglio, Trieste 2010) ed al lavoro basato su fonti d’intelligence britannica “Flashpoint Trieste. La prima battaglia della Guerra Fredda” di Christian Jennings (Leg, Gorizia 2017), da cui si evince che le operazioni militari dell’alto Adriatico erano senz’altro...
Tito

Le amnesie dei governi e le Gran Croci mai tolte agli “sgherri di Tito”

di Fausto Biloslavo - 10/03/2019 Fonte: Il Giornale   Nell’aprile 2013, ultimi giorni del governo Monti dopo le elezioni, si scopre che la presidenza del Consiglio aveva incaricato il ministero degli Esteri di indagare su tre sgherri di Tito per accertare se siano ancora in vita. Il maresciallo jugoslavo che fece infoibare gli italiani si è portato la più alta onorificenza della nostra Repubblica nella tomba. E nessuno potrà cancellarla fino a quando non cambierà la norma che permette la revoca solo ai vivi. Nel 2013, però, almeno due fedelissimi di Tito, Cavalieri di Gran Croce al Merito della Repubblica italiana, erano ancora vivi. Uno, Marko Vrhunec, commissario...
TitiniTrieste

Le tragiche giornate di maggio

Il 1° maggio 1945 Tito vince la “corsa per Trieste”: deportazioni, infoibati e stragi in tutta la Venezia Giulia   Bandiere tricolori, canti patriottici, reduci della guerra, partigiani che hanno fatto la Resistenza e ragazzi sfilano per le strade di Trieste il 5 maggio 1945: raffiche di mitra, morti, fucilate, feriti, urla pronunciate in una lingua straniera e la folla che fugge pongono fine a questa rivendicazione di italianità, di libertà e di democrazia. Sembrava una manifestazione come tante altre di quelle che si succedevano in quei giorni in Italia, ma l’esito è tragico e unico nel suo genere perché l’evento ha luogo nel capoluogo della Venezia Giulia, una...
PlaninaBala

23–25 marzo 1944: la storia di Malga Bala

di Antonio Russo  Dino Perpignano, vice brigadiere, comandante, di Sommacampagna (Verona), nato il 21 agosto 1921 – Primo Amenici, di Santa Margherita d’Adige (Padova), nato il 5 settembre 1905 – Domenico Dal Vecchio, di Refrontolo (Treviso, nato il 18 ottobre 1924)  – Fernando Ferretti, di San Martino in Rio (Reggio Emilia), nato il 4 luglio 1920 – Lindo Bertogli, di Càsola di Montefiorino (Modena), nato il 19 marzo 1921 – Michele Castellano, di Rocchetta Sant’Antonio (Foggia), nato l’11 novembre 1910 – Attilio Franzan, di Isola Vicentina (Vicenza) nato il 9 ottobre 1913 – Rodolfo Colzi, di Signa (Firenze), nato il 3 febbraio 1920 – Adelmino Zilio, di...
Preti Perseguitati In Istria

Le persecuzioni dei preti nell’Istria di Tito

Il volume di Pietro Zovatto ricorda modalità e vittime della politica antireligiosa jugoslava ella storia del confine orientale italiano il fattore religioso ed i sacerdoti hanno svolto spesso un ruolo di prima fila. A partire dal tardo Ottocento, allorché il clero slavo dell’entroterra goriziano, triestino ed istriano si adoperò per consolidare la coscienza nazionale slovena e croata: si trattava di quelle che Engels definì “nazioni senza storia”, ma in tale contesto prendevano forma per contrapposizione al sempre più vigoroso irredentismo italiano e sotto la protezione delle autorità del cattolicissimo impero austro-ungarico. L’Imperatore Francesco Giuseppe,...