Vogliono cancellare il 10 febbraio
Un libercolo di tal Eric Gobetti (che intende minimizzare e persino giustificare le foibe) e adesso il solito, stantio manifesto di intellettuali, neppure troppo qualificati, volto a chiedere alle massime istituzioni italiane un ennesimo riconoscimento dei crimini di guerra commessi dall’Esercito italiano in Jugoslavia durante la seconda guerra mondiale, appaiono due elementi di uno stesso, evidente disegno politico : quello di cercare di cancellare dal nostro calendario civile il Giorno del Ricordo, quel 10 febbraio (che sempre meno è oggi motivo di manifestazioni pubbliche), istituito nel 2004 per non dimenticare le foibe e l’esodo Giuliano – Dalmata e Fiumano
Noi che tra i...
1941, l’implosione della prima Jugoslavia
La narrazione controfattuale della peggior sinistra sull’invasione jugoslava delle regioni italiane di confine e la seguente mattanza e pulizia etnica continua a ripetere come detto in un precedente post, le solite stupidaggini giustificazioniste. La premessa è quella dell’aggressione fascista alla povera Jugoslavia nell’aprile del 1941. Al di là di certe fanfaluche vediamo come andarono i fatti. Con la caduta del primo ministro jugoslavo Stojadinović sembrò che l’amicizia tra Roma e Belgrado, rafforzatasi con i patti italo- jugoslavi del 1937 dovesse avere una brusca fine: tuttavia i rapporti con Belgrado sembrarono presto schiarirsi, tanto che Mussolini, in visita al fronte...
Lussino, la guerra dell’isola dei Marò
Il 20 aprile 1945 le isole di Cherso e Lussino, nell'Alto Adriatico, furono invase dai partigiani di Tito scesi dal navi da sbarco britanniche. Sull'isola di Lussino era presente un piccolo contingente della Divisione "Decima" a scopo di presidio. Due giorni più tardi saranno trucidati ad Ossero e interrati in una fossa comune. Nel 2019 i loro resti sono stati riesumati e traslati nel Sacrario Militare dei Caduti d'Oltremare di Bari in attesa che la scienza restituisca un nome ai loro resti.
Ripercorriamo le drammatiche vicende che interessarono l'isola di Lussino dal 1941 al 1945.
L'articolo continua qui: http://www.laverita.info/maro-italiani-2650513034.html
di Edoardo Frittoli...
Stella rossa a Fiume Capitale europea della cultura
Con soldi della comunità europea si finanziano stelle rosse e musei a ricordo del dittatore Tito (nave Galeb) a dispetto della Risoluzione europea del 19 settembre 2019.
Questa la risposta dell’Associazione per la cultura fiumana istriana e dalmata nel Lazio- Archivio Museo storico di Fiume: auspichiamo di attenersi ai principi della Risoluzione europea del 19 settembre 2019, poiché Il regime comunista jugoslavo di Tito fa parte della lista dei regimi dittatoriali.
Seconda guerra mondiale - Battaglia di Fiume (17 aprile -2 maggio 1945). La domanda sui 2.800 caduti da parte partigiana jugoslava – da 350 a 2.800 morti c’è una grande differenza.
Ma il Comune di...
I partigiani di Tito nella Resistenza
“Descrivere il ruolo dei partigiani jugoslavi nella Resistenza Italiana va ben oltre lo studio del drammatico capitolo della Guerra civile. Significa infatti immergersi nell’analisi di un’area del mondo, i Balcani, nel quale la conflittualità etnica supera diatribe e scontri ideologici” afferma Marco Petrelli, giornalista e autore de I partigiani di Tito nella Resistenza Italiana (Mursia, pagg. 162, Euro 17,00).
Fonte: Agrpress - 05/09/2020
Alla data della comunicazione dell’Armistizio con gli anglo-americani sul suolo italiano erano internati migliaia di prigionieri di guerra e di civili di paesi nemici. Fra loro molti slavi caduti nelle mani delle forze dell’Asse...
La foiba dei ragazzini
Ossa, crani trapassati da un proiettile, ma anche piccole croci e tanti bottoni sono tornati alla luce dalla nuova foiba scoperta in Slovenia.
di Fausto Biloslavo - 27/08/2020 - Fonte: Il Giornale
Ossa, crani trapassati da un proiettile, ma anche piccole croci e tanti bottoni sono tornati alla luce dalla nuova foiba scoperta in Slovenia. L'ennesimo orrore dei boia di Tito, che hanno massacrato a guerra finita non solo gli italiani, ma un quarto di milione di slavi che combattevano al fianco dei nazisti.
Però c'erano pure i partigiani cetnici anti comunisti.
Il sangue dei vinti, ma questa volta è la strage degli «innocenti». Dei resti di 250 vittime riesumate nella foresta di...
L’azione dell’OZNA (poi UDBA) proseguì anche dopo il giugno 1945
TRIESTE – “Giornata della Liberazione dall’occupazione jugoslava” .
Il 12 giugno 1945 è solo l’inizio di una lunga lotta per ristabilire la democrazia e riportare Trieste all’Italia
Dopo il 12 giugno 1945, che sancisce l’inizio della liberazione dall’incubo jugoslavo, non ci fu vera pace e sicurezza a Trieste non solo per gli italiani, ma anche per elementi della minoranza slovena non in linea con i comunisti di Tito. Da nuovi documenti di archivio e fonti giornalistiche dell’epoca, si può dedurre come per lungo tempo, a Trieste e in altre parti d’Italia fossero stranamente operative le varie sezioni per la Difesa del Popolo jugoslave (OZNA e poi...
Le celebrazioni del 12 giugno a Trieste, Gorizia e Monfalcone
Si sono svolte oggi a Trieste, Gorizia e Monfalcone celebrazioni ufficiali per la ricorrenza solenne del 12 giugno, neoistituita dalle rispettive amministrazioni comunali per commemorare il giorno del 1945 in cui terminò l'occupazione delle truppe partigiane jugoslave, che per quaranta giorni compirono deportazioni, uccisioni nelle foibe e persecuzioni non solo di ex fascisti, ma perfino di elementi patriottici antifascisti locali contrari all'annessione della Venezia Giulia alla Jugoslavia comunista di Tito.
L’iniziativa è partita dal Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, la cui Giunta ha approvato la sua proposta di istituire la “Giornata della Liberazione della Città di...
Nella battaglia di Opicina c’erano già le tensioni della Guerra fredda
Gli eventi che sono stati rievocati sul quotidiano Il Piccolo di Trieste il 30 aprile 2020 nell’articolo “La battaglia di Opicina del 30 aprile 1945. Così partigiani e alleati sbaragliarono i nazisti” forniscono spunti per ulteriori riflessioni sulla situazione locale e internazionale di quell’ultima primavera di conflitto. Si può fare ad esempio riferimento a Leone Veronese Jr. "1945 la battaglia di Opicina" (Luglio, Trieste 2010) ed al lavoro basato su fonti d’intelligence britannica “Flashpoint Trieste. La prima battaglia della Guerra Fredda” di Christian Jennings (Leg, Gorizia 2017), da cui si evince che le operazioni militari dell’alto Adriatico erano senz’altro...
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